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Recensioni Nella terra del sole che sboccia

Recensione dal blog "Il trio del mangialibro" 

”Hai perfettamente ragione piccolo, ma vedi, per gli uomini è diverso. Noi siamo abituati a perdere gli affetti fin da piccoli, dobbiamo imparare a cavarcela da soli e sappiamo bene che la nostra vita è troppo corta perché smarrisca i giorni dietro la nostalgia. Per gli uomini invece è diverso, loro vivono delle cose che perdono.

Non capisco.

Immagina di possedere una cosa bellissima alla quale sei molto legato e di perderla per strada e di non ritrovarla più. Come ti sentiresti?

Sarei triste.

Esatto, soprattutto perché quella cosa che tu hai custodito e trattato con tanta cura, andrà nelle zampe di qualcun altro e tu non la riavrai mai più. Qualcuno l’accudirà al posto tuo, l’amerà al posto tuo, la stringerà al posto tuo, la terrà al caldo al posto tuo ma nessuno la dimenticherà al posto tuo, perché per quanto riguarda le cose belle che possiedi, c’è sempre qualcun altro pronto a prendersele, ma mai nessuno pronto a cancellartele dal cuore.”

Carissimi lettori, oggi mi presento con la recensione di un nuovo libro di recente pubblicazione. Si tratta di ‘’Nella terra del sole che sboccia’’ di Marco Gregò, arricchito dalle illustrazioni di Vieri Sorrentino ed edito da ‘I Buoni Cugini Editori’. Il libro si presenta come un romanzo insolito, inusuale, a tratti psichedelico. La trama è complessa quasi quanto la vita dei suoi protagonisti, con voci narrative che si alternano tra i personaggi principali della storia: due cani, Cane Grigio e il piccolo Oliver, di cui il primo cerca di spiegare al secondo la complessità della vita degli uomini e del loro essere, e Albatro e Julie, due amanti legati indissolubilmente da un sentimento sincero, vero e indistruttibile, ma ciechi di fronte alla felicità che stringono tra le mani, alla continua ricerca di un qualcosa che credono di non possedere e che li porterà alla distruzione. La narrazione si snoda in un contesto cittadino, tra sogno e realtà, incubo e ricordi del passato, facendo emergere la personalità di Albatro, dilaniata tra il desiderio di trovare lo scrittore che è in lui e quello della ricerca di Julie, ormai perduta. In modo del tutto surreale, comparirà Nietzsche, incastrato come un demonio in gabbia tra le sofferenze degli uomini: il teatro del filosofo porterà Albatro ad abbandonare gradualmente se stesso fino a perdersi, quando troppo tardi comprenderà forse il vero significato di umanità e amore. Uno scorcio strano, inusuale e paradossale della Vita, descritto in modo atipico e geniale.

‘Nella terra del sole che sboccia’ è un romanzo a mio parere molto bello, a tratti sconcertante, crudo, volgare, poetico, criptico, magnetico. Un connubio incredibile di narrazione, sogni e poesia, di introspezione dell’io e con un finale che lascia aperti dubbi, ma che soprattutto continua a far riflettere, anche dopo aver chiuso l’ultima pagina. Il modo di scrivere è scorrevole, semplice e liscio, i personaggi vividi, i pensieri profondi.

Ne sono rimasta folgorata ed è una lettura che consiglierò di leggere, proprio per la particolare capacità che il libro conserva di offrire un punto di vista diverso dal solito. Ammetto che son stati pochi i libri che mi hanno lasciato questa strana sensazione, e uno di questi è ‘Il Maestro e Margherita’, un classico per nulla scontato.

Assolutamente consigliato.

P.S. Ringrazio di cuore l’autore per la meravigliosa dedica.

Buona lettura a tutti!

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 Recensione dal blog "La lettrice sognatrice"


 

Salve lettori! Come state?

Il libro di cui vi parlerò oggi è "Nella terra del sole che sboccia" di Marco Grecò, una storia molto particolare ed intricata, una perfetta combinazione tra: pensieri sconnessi e connessi, animali parlanti, generi e stili differenti. 

TRAMA

La terra del sole che sboccia è un romanzo che si colloca in quel lasso temporale della vita che vorresti non passasse mai. È la storia di una gioventù afferrata, ma mai trattenuta, che si spegne e si accende nello scorrere dei giorni. È la storia di scrittori e amanti, di sogni e illusioni, di verità e fantasie che s'intrecciano a formare una vicenda così distante e allo stesso tempo così vicina alla realtà da rimanerne quasi incantati. È la storia dell'eterna lotta tra felicità e tristezza che non ha né vincitori né vinti. È la storia di Grigio e Oliver, due cani randagi che provano a invertire il mondo con la loro umanità; è la storia di Friedrich Nietzsche intrappolato nei giorni nostri, ben lontano dai suoi concetti "superiori" e irraggiungibili. È la storia senza età che ha come unica richiesta l'aver amato almeno per un giorno. Ma soprattutto è la storia di Albatro e Julie che si inseguono nei labirinti delle loro incomprensioni, nella sfrenata corsa alla ricerca di se stessi, fino a sfociare inesorabilmente in quella che è poi la vita. 
 

RECENSIONE

Non è indispensabile un numero infinito di pagine e di colpi di scena per rendere una trama avvincente agli occhi di noi lettori... specialmente se il libro è già perfetto così. 
È un periodo in cui, a causa di troppe motivazioni, non riesco a leggere tanto e per molto tempo.
Ovviamente sono diventata selettiva nel scegliere le letture da affrontare, cerco sempre libri differenti dal solito e che mi possano colpire anche a distanza di anni, che possano imprimersi sulla pelle come cicatrici profonde. 
In questo romanzo non esiste un vero protagonista, ogni personaggio ha una propria importanza e se venisse omesso tutta la storia crollerebbe proprio come nel gioco del domino.
Nella strada delle parole scritte dalla giovane e talentuosa penna di Marco Grecò incontreremo due cani, il saggio Cane Grigio e il piccolo Olliver che ha tanta voglia di diventare un essere umano a tutti gli effetti. Sarà proprio il primo animale elencato a raccontare ad Oliver la storia di Albatro, un giovane ragazzo alla ricerca della felicità. 
Posso contare sulle dita il numero di autori che, nel corso della storia, diventano i nostri migliori amici e che ci accompagnano fino all'ultima pagina, Marco sicuramente è uno di questi.
Era da tempo che stavo ricercando una storia particolare, uno di quei libri dove non è la trama in sé e per sé che ti trattiene nel continuare la lettura bensì una storia dove, a distanza di mesi, la mia mente mi suggerisce estratti del libro per collocare situazioni e momenti della vita di ogni giorno. Ho cercato in tutti i modi di non leggerlo in poche ore ma non ci sono riuscita, avevo inconsciamente acquistato un biglietto di sola andata per "Nelle terre del sole che sboccia".
Leggendo e rileggendo alcune alcune parti di questa "poesia in prosa" mi sono ritrovata a soffermarmi sui minimi particolari della vita, degli elementi che potremmo definire scontati e che probabilmente non lo sono e altri che invece ci sembrano irraggiungibili eppure sono vicini a noi. 
Questa recensione a parer mio potrebbe durare decine di pagine ma il bello de "Nella terra del sole che sboccia" è stato quello di assaporare le pagine di cui sapevo poco e nulla.
Lettori, vi consiglio con tutto il mio cuore di intraprendere questo viaggio alla scoperta di voi stessi, non ve ne pentirete. 
 

A presto,

Sara

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Dalla recensione di Curlies and Books 


 

"Ebbi paura di quello sconosciuto, ma riconobbi in lui lo sguardo di un randagio, e quando negli occhi di un uomo ritrovi la purezza di un cane, sai di trovarti di fronte a un essere meraviglioso"
Buonasera cari lettori! Oggi vogliamo consigliarvi un libro molto particolare e fuori dagli schemi, che però custodisce tra le sue pagine tanta dolcezza (e vi strapperà anche qualche risata). Il romanzo in questione è "Nella terra del sole che sboccia" di Marco Gregò, con delle bellissime illustrazioni di Vieri Sorrentino.
I primi personaggi che incontriamo nel nostro viaggio letterario sono due randagi, Cane Grigio e "il piccolo" Oliver. Il primo inizia a raccontare al cucciolo la storia di due umani, partendo da un ciondolo che (a suo dire) è appartenuto proprio a questi ultimi. I due umani in questione sono Albatro e Julie, i quali sono molto innamorati ma litigano spesso e proprio per questo finiranno per intraprendere strade diverse. Da qui il lettore diventa l' "accompagnatore" di Albatro in un viaggio che gli farà incontrare persino il diavolo...Cosa accadrà? Albatro riuscirá a salvarsi dalla perdizione? Lui e Julie si ritroveranno?
Un romanzo dallo stile semplice e a tratti gergale, una lettura scorrevole e piacevole che lascia però nel lettore un velo di malinconia non appena si gira l'ultima pagina. Dobbiamo fare davvero i complimenti a Marco e dobbiamo ringraziarlo per averci inviato un libro così bello, che fa venire voglia di essere amico di Albatro e di essere realmente al suo fianco (anche solo per dirgli che a volte è proprio uno stupido). Piccolo avvertimento: nel romanzo sono presenti molte parolacce. Ci teniamo a sottolinearlo non perché la riteniamo una nota negativa, ma solo per farvi sapere a cosa andate incontro. Detto questo, leggetelo perché ne vale davvero la pena!
Ancora qui? Andate a comprarlo!

https://deskgram.org/p/1768390092228371543_6476751663

Recensione dal blog Libroguerriero

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Al centro di questo originale e sorprendente romanzo scritto dal giovanissimo Marco Gregò (nella foto sotto), è il tema del ricordo non come un elemento del passato da conservare relegato in un piccolo cantuccio della mente, ma come essenza viva e tangibile della vita di ogni giorno. I ricordi sono il filo conduttore della narrazione che si svolge su più binari paralleli: quello del protagonista Albatro, io narrante in prima persona, in una sorta di racconto immediato, spontaneo, senza filtri; quello di Albatro in forma di diario, più sommesso e quasi lirico; quello di due cani abbandonati, Cane Grigio ed Oliver che rappresentano la prospettiva più intima delle emozioni dei protagonisti umani. Intorno ad un medaglione con al centro la lettera A, ritrovato dal cucciolo Oliver, Cane Grigio, con un registro linguistico leggero e poetico come quello delle fiabe, tesse la trama di una storia che inizia come una favola improvvisata e acquista via via realismo e passione fino a diventare la trama principale del romanzo. I capitoli alternano i tre punti di vista, offrendo al lettore la visione a 360° delle emozioni di un giovane alla ricerca della realizzazione professionale, della ragazza perduta e della felicità.

Albatro è uno scrittore mancato, alla stanca ricerca di qualcuno che accetti il suo libro, un libro diverso da tutti gli altri, perché lui non voleva seguire le strade semplici per arrivare al successo: “Non sopportava l’idea di accaparrarsi il cuore dei lettori facendo leva sulle loro ferite più profonde. Pensava che fosse troppo semplice arrivare al cuore degli altri con la morte. Lui voleva arrivarci con la vita”.

Il fallimento professionale gli offre l’alibi psicologico per crogiolarsi nell’insoddisfazione sentimentale. Le prime pagine vedono infatti la drastica rottura della relazione tra Albatro e Julie, una relazione di lunga data che avrebbe potuto essere molto probabilmente amore vero se fossero stati entrambi capaci di accettarlo anche nelle sue sfaccettature negative: “Potevamo cammuffare la nostra malinconia con felicità da passeggio, fingendo di stare bene, di viverla ok. Ma lala fine arrivava. Un viaggio breve. Scendeva in un baleno. Ed eravamo i maestri di cerimonia della tristezza che dovevano trovare qualcosa da fare per non accartocciarsi su se stessi”.

E a quella tristezza, cedono. Albatro, per primo, non riesce o non vuole compiere quel semplice passo di accettare la felicità. È più facile, a quel punto, sentirsi eroicamente infelice. Perde la fiducia in Julie che, a sua volta, perde la fiducia in lui. Un’altra delusione cocente, che lo porta a cercare la donna amata non più nella realtà, ma nella propria immaginazione (“Gli uomini vivono delle cose che perdono”). Il mondo che circonda Albatro, la libreria in cui lavora nonostante l’antipatia per l’acido e severo titolare, l’amicizia semplice, sincera e devota del rozzo Fazzoletto, la confidenza discreta e fedele del barista Pixel, la disponibilità dolce e generosa del vecchio barbone Enzo, “uno di quelli che metteva da parte se stesso per mostrarti quanto vali”, sono gli affetti che lo nutrono e lo proteggono.Il giovane tuttavia respinge il conforto del suo ambiente circostante e concreto, per correre dietro a quell’amore perduto e al sogno di diventare scrittore, ben sapendo che nessuna delle due cose, conquistate, gli darebbe la vera felicità. È una fuga nel surreale, che gli richiederà un prezzo altissimo. La maturazione definitiva di Albatro è simboleggiata dalla splendida poesia “Se avessi potuto tenerti per sempre”, nella quale, ancora una volta capovolgendo il banale, l’autore rivela il grande valore della ‘banalità’ della normale vita quotidiana coniugale, nella quale ogni gesto, ogni abitudine, ogni rituale anche quelli più incresciosi o snervanti, sono un’infelicità che non va perduta, perché perdere i dolori è come perdere se stessi, non si può vivere senza guardare dentro l’oceano che siamo stati”. Il leit-motiv del sole, la cui immagine quasi personificata chiude ogni capitolo, accompagna tutti i personaggi, come una guida profonda e solenne, alimentandosi delle loro emozioni: nell’incertezza e nella paura, “il sole non era ancora sbocciato”, o “il sole era ancora distante”; nella rabbia, nel rancore, nella violenza, “gli uomini visualizzavano il sole senza dargli ascolto” o “il sole non ricordava più nulla”; solo nelle ultime pagine, con l’accettazione che porta serenità, all’orizzonte, si vede, finalmente che “il sole era appena sbocciato”.https://libroguerriero.wordpress.com/2017/10/18/nella-terra-del-sole-che-sboccia-di-marco-grego-i-bu... 

Raffaella Tamba 

Recensioni da Amazon 

Recensione su Live Sicilia   


5,0 su 5 stelle Bizzarro, riflessivo .. un romanzo diverso 🖤🌹

Recensito in Italia il 28 ottobre 2019

Acquisto verificato

Cosa sei disposto a fare per la tua felicità? Saresti disposto a perdere qualcosa per essa? Questa è una delle tante domande che ha acceso in me "Nella terra del sole che sboccia", il romanzo di Marco Gregò illustrato da Vieri Sorrentino. La storia è composta da vari personaggi differenti fra loro, a partire dai due randagi Cane Grigio e Oliver. Attraverso il racconto di Cane Grigio si percorre la storia di Albatro e Julie, una coppia che si ama ma intrappolata nell'incomprensione tanto da allontanarsi. Albatro è uno scrittore alla ricerca del successo professionale e della felicità, quest'ultima così apparentemente irraggiungibile per lui da arrivare a seguirla in uno scenario al confine della realtà. Non voglio svelare di più perché non mi aspettavo l'avvenimento bizzarro che caratterizza la seconda parte del romanzo e voglio che rimanga inaspettato pure per chi lo leggerà. C'è stato un momento in cui ho quasi avuto paura di continuare a leggere, ma quella graffiante sensazione di deterioramento e abbandono veniva a tratti attenuata e scolorita dalla riflessione profonda di ogni cosa e da un fondo di dolce e arrendevole tenerezza. Presenta delle parti con dialoghi dal linguaggio abbastanza colorito, lo sottolineo perché non vorrei che ci si soffermasse solo su questo, in fondo la vita è anche questo! Concludo dicendo che "Nella terra del sole che sboccia" è un romanzo che tutti dovrebbero leggere perché non si limita a raccontare una storia ma fa riflettere sulla vita, e ciò che ti resta una volta finito di leggere e chiuso il libro è tanta consapevolezza. A volte per rincorrere la felicità finiamo per perdere noi stessi, e pensandoci bene avrebbe poi così tanta importanza la felicità se per raggiungerla alla fine arriviamo a perdere la nostra identità? Leggetelo! Merita

 

5,0 su 5 stelle Spietato.. Stupefacente

Recensito in Italia il 24 luglio 2017

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Ho letto questo libro in poche ore. L'ho divorato.
"Nella terra del sole che sboccia" è un viaggio interiore che non avrei mai avuto il coraggio di fare. Mano a mano che la storia prende forma e che entri nel personaggio, inizi a sentire quelle esperienze come tue, a rimodularle in quella che è la tua vita. È un libro che pone degli interrogativi spietati e che mostra le diverse facce della felicità. Un libro spietato e allo stesso tempo meraviglioso. Un libro che vuole essere letto tutto d'un fiato e che ti trascina da Nietzsche insieme ad Albatro.
Poi stupende le illustrazioni che accompagnano la narrazione perché ti fanno calare ancor di più nella storia, dandoti un accenno ad inizio capitolo di cosa ti aspetterà nelle pagine seguenti. È un libro completo e che consiglio vivamente perché quando lo hai letto non sei davvero in grado di farne un riassunto per il semplice fatto che ti mancano le parole, perché è un libro che, a partire dalla vita di Albatro, parla della vita di tutti noi.

 

5,0 su 5 stelle Un libro puro

Recensito in Italia il 30 giugno 2018

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Un libro genuino, nel senso più puro del termine dove si percepisce la fame di parole del suo autore e la sua voglia di raccontare.
una storia con craterizzazioni dei personaggi più che azzeccata grazie al loro diverso linguaggio e un utilizzo inusuale di diverse tecniche narrative che anche se all'inizio rallentano la lettura permettono di conoscere i protagonisti sotto vari punti di vista.
Emotivamente è una storia che cattura e tocca in quel punto preciso dove si cerca di ricacciare indietro le lacrime.

 

 leggerezza e umanità

Recensito in Italia il 16 marzo 2017

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Leggere questo libro è stata una esperienza memorabile.La scrittura è vivace ma ricercata, piena di sillogismi e metafore divertenti ed originali. Mi ha toccato nel profondo,mi ha commossa e poi fatta sorridere per cose che accadono almeno una volta nella vita di ognuno di noi. Mi ha ricordato quanto sia importante amare e quanto sia anche difficile mantenere vivo tale sentimento, ma soprattutto mi ha catapultata in un mondo magico dove l'amore e la bontà sono il perno principale attorno al quale si dispongono tutte le vicende narrate.

 


5,0 su 5 stelle Nella terra del sole che sboccia

Recensito in Italia il 2 ottobre 2018

La prima cosa che mi ha colpita del libro è stata la sua copertina, con questi colori che richiamano l’alba, il momento in cui il sole “sboccia”.
La storia è composta da tre parti, una prima, dove troviamo due cani, una seconda, dove incontriamo il protagonista vero e proprio del romanzo, Albatro, e l’ultima, dove possiamo leggere parti del diario del protagonista. La cosa che riesce a stupirmi è che, verso la fine del romanzo, queste tre si congiungeranno puntando tutte nella stessa direzione.
Il commento più grande che posso fare rispetto allo stile di scrittura, riguarda il modo in cui l’autore è riuscito a dare accenti differenti in tutte e tre le parti, questo non è per nulla una cosa da poco.
Ho apprezzato molto i disegni presenti all'interno delle pagine, di alcuni in particolare me ne sono innamorata.
Consiglio il libro perché ne sono rimasta così tanto colpita che sarebbe assurdo dire il contrario, ma è un consiglio che darei ad ogni persona, nessuno escluso.

 

5,0 su 5 stelle UN LIBRO UNICO!

Recensito in Italia il 4 aprile 2018

Marco Gregò, a mio parere, ha rischiato tantissimo con questo libro, e sinceramente non so se io l'avrei fatto.
Ha rischiato perché è una storia diversa e particolare, e purtroppo l'ignoto fa un po paura a tutti.
Ha rischiato perché i diversi piani della vicenda, avrebbero potuto destare confusione.
Ha rischiato perché Albatro, o lo si apprezza, o lo si disprezza.
Ma fortunatamente, Marco non ha ascoltato chi la pensava come me.
È andato dritto per la sua strada, un po come il nostro Albatro, e ha pubblicato questo libro.
Un libro che ha superato "a pieni voti" tutti i rischi, che mi ha affascinato proprio per la sua diversità, e che mi ha illuminato su questo grande teatro che chiamiamo Vita.
Un libro che mi ha fatto riflettere, perché è vero che corriamo alla ricerca della felicità, come il lupo rincorre la sua preda; lo facciamo con i paraventi, incuranti di tutto quello che c'è attorno alla nostra ricerca, senza accorgerci di quello che man mano perdiamo.
E' stata davvero una piacevole e coinvolgente lettura.

 

 

PALERMO – Giovanni Villino torna in libreria con un nuovo romanzo, “Negare il bene”, edito da I Buoni Cugini Editori. Un giallo che rappresenta una sintesi perfetta tra il mistero della cronaca giudiziaria e l’ermetismo delle tradizioni siciliane, offrendo al lettore un viaggio nei meandri più oscuri e intriganti di Palermo.

Il protagonista, Salvatore Luce, è un giornalista precario, la cui vita è scandita dalle incertezze economiche legate al suo mestiere e da relazioni personali difficili. Dedicato interamente al suo lavoro, Salvatore si ritrova, durante una piovosa mattina di giugno, coinvolto in un omicidio efferato e apparentemente privo di movente. Questo evento lo conduce a esplorare luoghi sconosciuti della sua città, costringendolo a confrontarsi con una storia intricata, sostenuta da oscuri rituali e verità taciute.

Il romanzo non è solo un thriller avvincente, ma anche una profonda riflessione sulla precarietà della vita e sulla lotta eterna tra bene e male. Villino utilizza le tradizioni popolari siciliane e le dottrine ermetiche per dare una prospettiva unica e affascinante alla narrazione. Come l’autore stesso afferma: “Ho cercato di dare una mia interpretazione al contrasto tra bene e male, tra presenze e assenze. Ma ho anche voluto omaggiare Palermo e le sue tante e contraddittorie storie”.

Il lettore viene così immerso in un mondo dove niente è come sembra, dove ogni personaggio è avvolto da un alone di mistero e le aspettative vengono continuamente ribaltate. Enigmi e indovinelli si intrecciano con una trama ricca di suspense, esplorando la psiche umana e i suoi confini con l’irrazionale.

L’ambientazione a Palermo non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio che contribuisce a dare profondità alla storia. La città, con le sue contraddizioni e la sua storia, diventa parte integrante del racconto, arricchendo la narrazione con il suo fascino unico.

Giovanni Villino, nato a Palermo nel 1978, è un giornalista professionista e divulgatore digitale. Lavora per il gruppo editoriale Ses, Giornale di Sicilia – Gazzetta del Sud ed è vicecoordinatore di redazione a Tgs, Telegiornale di Sicilia. Con una carriera dedicata all’innovazione e ai social media, Villino ha vinto il premio giornalistico Giuseppe Ruffino nel 2023 e continua a esplorare le nuove frontiere digitali nell’editoria. “Negare il bene” rappresenta l’ultima tappa di un percorso professionale ricco di successi e riconoscimenti.

 

“Negare il bene” è un romanzo che affascina e coinvolge, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Un’opera che merita di essere letta non solo per la sua trama avvincente, ma anche per la sua capacità di far riflettere sul complesso mondo delle tradizioni e delle credenze popolari siciliane.
06/06/2024

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Daniele

5,0 su 5 stelle Una Palermo noir tutta da scoprire

Recensito in Italia il 17 giugno 2024

Acquisto verificato

È il secondo titolo che leggo dell'autore. Anche in questo caso la narrazione è ambientata a in una Palermo caotica e avvolta da un alone di incertezza. Una Palermo che ha sempre qualcosa da dire e un modo tutto suo di mostrarsi.

Una storia che dalla prima all'ultima pagina lascia inture che c'è uno strato più profondo di conoscenza. Non sempre ciò che sembra ovvio corrisponde alla realtà. Anche il protagonista, attraverso i dialoghi e il cammino percorso nella storia, sviluppa una crescita interiore pagina dopo pagina.

Consigliato

 

Alessandra A.

5,0 su 5 stelle Palermo iconica e misteriosa

Recensito in Italia il 3 giugno 2024

Acquisto verificato

In questa seconda opera letteraria, Giovanni Villino si supera. Quello che mi è piaciuto maggiormente è la narrazione della città. Palermo è meravigliosa, personaggio vivo e meraviglioso: ricca di misteri, simbolismi e apparenze affascinanti. La storia è da bere tutta d'un fiato: non ci sono tempi morti e ogni personaggio è un tassello del mosaico il cui disegno si comprende pienamente solo alla fine. Particolare il protagonista, che ha una forte caratterizzazione e del quale vorrei leggere di più (un sequel o un prequel!), perchè è uno di noi!!! Assolutamente consigliato, non vedo l'ora di leggere la prossima opera :)

 

Maria Chiara

5,0 su 5 stelle Un affresco di Palermo e personaggi intrecciati: da leggere tutto d’un fiato

Recensito in Italia il 11 giugno 2024

Acquisto verificato

"Negare il bene" di Giovanni Villino è un gran bel lavoro narrativo che offre descrizioni vivide e dettagliate di Palermo, rendendo la città un personaggio a sé stante. La trama avvincente si sviluppa attraverso intrecci complessi di personaggi profondamente delineati, ognuno con la propria storia e motivazioni. Villino riesce a catturare l'essenza della vita palermitana, intrecciando sapientemente le vicende personali con i contesti sociali e culturali. Un romanzo che incanta per la sua ambientazione realistica e la profondità dei suoi protagonisti.

 

Andrea b.

5,0 su 5 stelle Giovanni Villino non delude mai!!!

Recensito in Italia il 15 giugno 2024

Acquisto verificato

Ritmo incalzante e colpi di scena in una Palermo descritta in maniera magistrale da chi la conosce bene come Giovanni Villino. Per me che sono palermitano, è come vedere la scena di un film. Da leggere tutto in un fiato.

 

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5,0 su 5 stelle Il concetto del bene e del male mette in discussione le nostre convinzioni

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Ho acquistato "Negare il Bene" di Giovanni Villino in libreria, attratto dalla copertina intrigante e dalle ottime recensioni ricevute. Dopo averlo letto, sono entusiasta di condividerlo anche qui su Amazon per incoraggiare altri lettori a scoprirlo.

Giovanni Villino ci porta in un viaggio profondo e riflessivo attraverso le sfide morali e le complessità dell'animo umano. La trama è avvincente e ben costruita, con personaggi tridimensionali che affrontano dilemmi etici che risuonano con il lettore. Villino ha uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, capace di catturare l'attenzione dalla prima all'ultima pagina.

Uno degli aspetti più affascinanti del libro è come affronta il concetto del bene e del male, mettendo in discussione le nostre convinzioni e i nostri pregiudizi. È un libro che invita alla riflessione, spingendo il lettore a considerare le proprie scelte e il loro impatto sulla vita degli altri.

 

Cliente Amazon

5,0 su 5 stelle Un viaggio avvincente nella complessità del bene

Recensito in Italia il 9 giugno 2024

Negare il bene" di Giovanni Villino è un romanzo che cattura fin dalle prime pagine. Ricca di colpi di scena e sviluppi inaspettati, la trama si snoda con una fluidità che rende difficile mettere giù il libro. Personaggi non troppo complessi e sempre realistici, ciascuno con le proprie ombre e luci, capaci di suscitare empatia e riflessione nel lettore. Palermo, descritta con dovizia di particolari, ti fa immergere in un mondo vivo e pulsante, dove le dinamiche sociali e personali si intrecciano in modo indissolubile. La scrittura di Villino è raffinata e evocativa, capace di far vibrare corde emotive profonde. Giovanni Villino un grande uomo dietro la maschera di Giornalista e Scrittore 😊

 

Davide A.

5,0 su 5 stelle UNA LETTURA IMMERSIVA

Recensito in Italia il 9 giugno 2024

"Negare il bene" è un romanzo che non delude le aspettative. Offre una lettura immersiva e appassionante, grazie a una trama ben costruita, personaggi profondi e realistici, e una descrizione dettagliata e affascinante di Palermo. Giovanni Villino si conferma un narratore di grande talento, capace di catturare l'essenza di una città e dei suoi abitanti, intrecciando storie che toccano il cuore e fanno riflettere. Un libro imperdibile per chi ama le storie intense e piene di vita.

 

Gianluca

5,0 su 5 stelle Una trama magistrale

Recensito in Italia il 10 giugno 2024

"Negare il bene" di Giovanni Villino offre una trama magistrale che cattura l'immaginazione e tiene col fiato sospeso. La narrazione, abilmente costruita, si snoda attraverso colpi di scena imprevedibili e momenti di alta tensione. Villino dimostra un talento straordinario nel tessere un racconto avvincente, dove ogni dettaglio è curato e i personaggi sono vivi e pulsanti. Un romanzo che affascina e conquista, rendendo la lettura un'esperienza indimenticabile.

 

Aurora

5,0 su 5 stelle Un'opera coinvolgente che si fa leggere con piacere

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Questo secondo romanzo di Giovanni Villino e' spettacolare. Gia' avevo letto con estremo piacere La Rosa Bianca dell'Apocalisse ma quest'opera mi ha letteralmente rapita. Un libro affascinante che mi ha permesso di scoprire aneddoti di Palermo che non conoscevo. La bella stagione si avvicina ed è il libro ideale che si può leggere sotto l'ombrellone. Complimenti ancora a Giovanni Villino.

 

Marco

5,0 su 5 stelle Un libro che stimola la mente

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

"Negare il Bene" è un libro che non solo intrattiene, ma anche stimola la mente e il cuore. Consiglio vivamente questo libro a chiunque ami le storie profonde e ben scritte. È un'opera che merita di essere letta e discussa. Se avete l'opportunità, non esitate ad acquistarlo: non ne rimarrete delusi.

 

Manfredo

5,0 su 5 stelle Villino iconoclasta sparviero

Recensito in Italia il 7 giugno 2024

Villino ha scritto questo libro, ma più che libro un vero spartiacque della letteratura italiana. Quando la realtà supera l'immaginazione si verifica un clast della sospensione dell'incredulità. Un libro che non va semplicemente letto, ma vissuto ponendosi in una posizione di storming creativo. Superlativo, eccezionale, catafratto.

 

Alessio Provenzano

5,0 su 5 stelle Un romanzo davvero affascinante

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Ottima lettura scorrevole, affascinante e coinvolgente. Un libro che mi ha stupito per i racconti della mia Palermo. Un secondo romanzo quello di Giovanni Villino che regala colpi di scena, suspence e storia. Attendiamo con ansia la terza opera.

 

Francesco marino

5,0 su 5 stelle Palermo affascinante

Recensito in Italia il 7 giugno 2024

Imperdibile per chi ama il mistero e la scoperta dei luoghi ricchi di storia e fascino di Palermo

 

Gaby

5,0 su 5 stelle Stupendo

Recensito in Italia il 5 giugno 2024

Consiglio a tutti. Da leggere tutto di un fiato

Recensione su PalermoParla  

Giovanni Villino ci regala un nuovo intrigante romanzo, “Negare il bene”, edito da I Buoni Cugini Editori, che ci trasporta in una Palermo avvolta dal mistero e dall’occulto. Questo libro si distingue non solo per la sua trama avvincente ma anche per la sua capacità di farci scoprire una città dalle mille sfaccettature, dove ogni angolo cela segreti e storie dimenticate.

Il protagonista, Salvatore Luce, è un giornalista precario, stanco della sua routine e delle relazioni che sembrano non andare mai da nessuna parte. La sua vita prende una piega inaspettata durante una piovosa mattina di giugno, quando viene coinvolto in un omicidio brutale e inspiegabile. Questo delitto lo conduce in un viaggio attraverso i luoghi più nascosti e misteriosi di Palermo, una città che si rivela essere molto più di uno sfondo: è un labirinto di enigmi e tradizioni ermetiche.

La forza del romanzo di Villino risiede nella sua capacità di intrecciare la precarietà giornalistica di Salvatore con le profonde radici esoteriche della cultura siciliana. Il protagonista si trova ad affrontare non solo la difficile realtà del suo lavoro, ma anche una serie di rituali oscuri e verità nascoste che sfidano la sua comprensione del bene e del male. “Negare il bene” diventa così una riflessione sul sottile confine tra queste due forze opposte, offrendoci una prospettiva unica e affascinante.

L’autore riesce magistralmente a creare un’atmosfera di suspense e mistero, dove niente è come sembra e ogni personaggio nasconde qualcosa. Gli enigmi e gli indovinelli che costellano il romanzo aggiungono ulteriore profondità, rendendo la lettura un’esperienza ricca di colpi di scena. Ogni pagina ci spinge a mettere in discussione le nostre convinzioni, a esplorare l’ignoto e a scoprire le verità nascoste dietro le apparenze.

Palermo, con le sue contraddizioni e il suo fascino enigmatico, diventa un personaggio vivo e pulsante. Le sue strade, i suoi edifici antichi e i suoi angoli segreti sono descritti con una tale vividezza da farci sentire parte della storia. Villino omaggia la sua città natale, rivelandone le storie più oscure e affascinanti, creando un legame indissolubile tra il lettore e la città.

Giovanni Villino, nato a Palermo nel 1978, è un giornalista professionista e divulgatore digitale con una lunga carriera nel gruppo editoriale Ses, Giornale di Sicilia – Gazzetta del Sud. Vicecoordinatore di redazione a Tgs, Telegiornale di Sicilia, e direttore responsabile di Redat24.com, Villino è anche un esperto di innovazione e social media. Vincitore del premio giornalistico Giuseppe Ruffino nel 2023, continua a esplorare le nuove frontiere digitali nell’editoria attraverso il suo podcast “Scalo a Grado” e il suo blog su www.giovannivillino.eu.

“Negare il bene” è un romanzo che va oltre la semplice narrazione di un delitto: è un viaggio nel cuore oscuro di Palermo, un’esplorazione delle sue tradizioni esoteriche e una riflessione profonda sulla natura umana. Un libro che tiene il lettore avvinto dalla prima all’ultima pagina, offrendo una prospettiva unica su una città ricca di misteri e storie nascoste.

 

di Lydia Gaziano Scargiali

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