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Recensioni Il morso del cane 

Recensione  dal blog Libroguerriero

di Marco Valenti 

“Il morso del cane” è il debutto letterario di Giambattista Leone, trapanese di nascita ma palermitano di adozione. Non poteva quindi che essere una casa editrice della west coast siciliana a ospitare il suo primo romanzo. L’onore spetta a I Buoni Cugini Editori di Ivo Tiberio Ginevra aiutato e ispirato in questa avventura dalla moglie Anna Squatrito, vera regina della casa editrice. La loro idea di partenza è il recupero e il restauro dei libri cosidetti “dimenticati”, non più in commercio da tanti anni, che giacciono coperti di polvere negli scaffali di biblioteche o di antiche librerie, ma che il lettore appassionato ama e continua a cercare. Si tratta di autori salvati dall’oblìo, cui si restituisce la dignità e il rispetto dovuto al valore delle loro opere, donando al lettore il piacere di conoscere quei romanzi o letterati passati dal grande successo all’oscurità dell’abbandono, proprio come se fossero inediti venuti dal passato. Ciò però non toglie il fatto di andare anche alla ricerca di autori contemporanei che possano raccontare il mondo che stiamo vivendo e tutte le sue illusioni. Ed è proprio qui che si inserisce alla perfezione Giambattista Leone con il suo romanzo.

“Il morso del cane” non poteva non essere ambientato in una Sicilia dei giorni nostri, in modo da denunciare tutto ciò che ancora costringe l’isola a vivere di pregiudizi e di un passato che pare non essere in grado di scrollarsi di dosso. “Il morso del cane” è la storia di un uomo e di una donna. Di due destini che s’incrociano in uno spazio tempo delimitato da una concatenazione di eventi apparentemente caotici, ma che in realtà rispondono in modo incredibilmente lineare e fedele ad una vecchia profezia, apparsa al tempo tanto folle quanto oscura. Un uomo e una donna che arrivano da due mondi apprentemente incociliabili ma che si scopriranno molto più vicini di quanto si possa pensare. Un destino che pare beffarli portandoli verso un domani che non sembra possibile realizzare spezzando le ali dei loro progetti. Il tutto con sullo sfondo un quadro quanto mai attuale della Sicilia. Tra ecomafie in inarrestabile crescita, malaffare, corruzione e tutto quel carico di atavica criminalità che sporca l’immagine dell’isola più affascinante del Mediterraneo.

Gli eventi sin da principio deragliano dalla routine cui sono abituati i due protagonisti trascinandoci in un vortice avventuroso in cui non mancano momenti ironici che rendono il tutto ancor più accattivante. Tutto nasce dal morso di un cane su una corsia di emergenza della A29 Palermo-Mazara. Un morso che cambierà la vita di Antonio in modo radicale, riportandolo al centro della sua esistenza fino a quel momento vissuta in modo impersonale e del tutto priva di soddisfazioni reali. Un’esistenza come tante, sacrificata sull’altare del consumismo edonista ed autoreferenziale che la società ci impone e a cui non siamo in grado di opporci. Un mondo che viaggia veloce verso l’estinzione e il declino nonostante nel nostro profondo ci sia l’intima convinzione che stiamo sbagliando, e lo stiamo facendo da troppo tempo. 

Da quel morso tutto cambia. Sorge l’alba su un giorno che non prevede più rassegnazione. Un giorno in cui siamo noi a mostrare i denti come un cane che sta per mordere. Un giorno in cui vogliamo agire e reagire. Un giorno che è solo in apparenza “di ordinaria follia”. Il tempo si dissolve, trascinandoli in una dimensione spazio temporale aliena. Dove rituali apparentemente folli e svolte inattese dietro ogni curva del cuore rendono possibile l’alienazione da una condizione esistenziale ordinaria, che possa fuggire dalle sofferenze e dagli inganni del quotidiano.

“Avevo imparato tanto dal morso del cane, se non altro ad agire come loro, per difesa, non per cattiveria.”

https://libroguerriero.wordpress.com/2020/10/20/il-morso-del-cane-di-giambi-leone-i-buoni-cugini-edi...

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Recensione di Rosario Gatalioto 

Come ebbi a dire nel caso di Maria De Domenico, percepisco ricchezza attorno a me, nel momento in cui scorgo che dei cari amici abbiano qualcosa da dire e, nel caso in specie, da raccontare. Indice di attenzione a ciò che accade, segno di riflessioni, testimonianza di un vissuto.

Nel caso di Giambi Leone, mio caro amico, conterraneo, classe 69, si tratta di una narrazione in cui mi ritrovo come appartenente al suo “mondo”. Siamo cresciuti assieme (non sempre assieme, ma assieme) e la prima cosa che mi lascia come fortissima impressione, a fine lettura del suo romanzo (“Il morso del cane”), è che egli abbia raccontato una storia molto “sua” e persino “nostra”. Nulla di strettamente autobiografico, il romanzo è puramente di fantasia al di là di qualche pennellata qui e là che faccia da specchio a qualche riferimento personale.

In realtà, nel leggerlo, Giambi Leone, mi ha fatto respirare la sua essenza, inserita in un solco ben preciso, un’identità che mostra una cultura, una famiglia, e un territorio. In questo romanzo, gli riesce qualcosa di più che mi coinvolge: emergono sfumature, brevi sensazioni che echeggiano un “quid” che riguarda la nostra generazione e più ancora, la focalizzazione di un modo di essere attinente ad un gruppo di persone cresciuto in arco temporale e in un luogo specifico.

In tante altre circostanze, dietro una birra o sopra un muretto, ci eravamo ritrovati a commentare come fossimo una generazione di “vinti” dal sistema, da una società che ci aveva fatto intravedere un’onestà, una lealtà comportamentale, un modello di vita, per poi disattenderlo a sorpresa, spiazzandoci per sempre, rendendoci persino una sorta di “disadattati cronici”, elementi a perdere.

Giambi Leone riesce bene questo ritratteggiarci con tinte evocative molto ben individuabili. “Il morso del cane” può sembrare quel morso ideale, quello che vien fuori da quella nobile rabbia che emerge dal mite, che, “risvegliatosi da un lungo letargo” e “guidato da un istinto animale”, morde “con tutta la disperazione”“gira la testa da destra a sinistra”, fino a strappare.

Niente spoiler in ogni caso. Ricopio la quarta di copertina così com’è: “Un uomo e una donna. Due destini che s’incrociano in uno spazio delimitato da una concatenazione di eventi apparentemente caotici. Una profezia divenuta ossessione. Una casa sopra la quercia, l’atto di un gabbiano, il morso di un cane, una freccia conficcata in gola e chissà quanti altri arcani disegni del destino. ci avevano voluto insieme, in quell’isola tra il Mar Cinese Meridionale e il Mar di Sulu. Tutto questo non mi dava inquietudine.”

La nostra generazione probabilmente è composta da idealisti sognatori con i piedi ben ancorati alla realtà. Pertanto, nella vita, “Siate realisti, chiedete l’impossibile”.

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Recensione dal sito Contorni di noir 

“Da quassù governerai gli eventi.
Il giorno verrà. Il guerriero dormiente che c’è in te si riavrà dal torpore del tempo e farà ciò che deve”.
Parole che sembrano quasi una profezia, e che poi si riveleranno più volte di importanza fondamentale per la storia.
Ma dov’è quassù?
Ma chi è il guerriero dormiente?
E’ una storia complessa, quella che parte dal morso di un cane (da qui il titolo), ma si dipana con tali e tanti sviluppi, che alla fine non si può più definire il genere del romanzo: giallo? Non solo.
Avventura? Non solo. Romantico? Non solo. Psicologico? Non solo.
Ciascun lettore deciderà quale possa essere la definizione più adatta a questa storia a suo modo travolgente.
L’aggettivo non è usato a caso: dall’inizio, quasi normale, si è poi travolti da una serie di eventi, alcuni normali, altri un po’ fantasiosi, e si …corre verso il finale.
La vicenda.
Il protagonista, mentre percorre in macchina una strada solitaria, assiste a un episodio tremendo: un uomo poco distante da lui scende dall’auto con un cane, un dobermann. Poi, senza alcun preavviso, lo prende a colpi di badile per ucciderlo e se ne va, credendolo morto.
La povera bestia, straziata e sanguinante, è viva, però, e l’uomo si appresta a soccorrerla.
Mentre cerca di tamponare il sangue viene morso e contemporaneamente una giovane donna si ferma, convinta che sia lui ad aver ridotto il cane in quelle condizioni.
Dopo le dovute spiegazioni, l’uomo corre da una guardia medica che gli cura le ferite e gli insegna come curare il cane. Comincia qui una serie di momenti angosciosi, in cui Antonio – così si chiama – tenta di guarire sé stesso e l’animale, nascosto nella casa di campagna, con l’aiuto della donna incontrata quel giorno. Ha una situazione famigliare difficile, problemi col lavoro, economici… È un uomo disperato, certo che la sua cultura e tutto ciò in cui ha sempre creduto non abbiano più alcun valore. E soprattutto non gli servano per tirare avanti.
A tirarlo un po’ su scoppia l’amore, un vero colpo di fulmine con la ragazza, Zoe, che si rivela anche essere una veterinaria, protettrice degli animali randagi e indifesi.
Fin qui, storia normale. Poi comincia l’avventura con la A maiuscola.
Perché il nostro Antonio, obbedendo a una vecchia profezia, aveva nel tempo, con pazienza certosina, rielaborato una vecchia capanna costruita sulla grande quercia in campagna. Quelle casette che si costruiscono quasi per gioco, e che nei tempi hanno sempre affascinato bambini e ragazzi. Giorno dopo giorno l’aveva trasformata quasi in una fortezza, con tecnologie varie e strategie di fuga; droni per avvistare il nemico; armi nascoste. Motociclette pronte per la fuga. Viveri e abiti di scorta, e chi più ne ha più ne metta. (una faccenda… alla 007!)

Pensate che non sarebbero mai serviti?
Invece no, perché un giorno la loro automobile esplode in un attentato di oscura origine, e da qui i due comprendono come sia arrivato il momento di sfuggire ulteriori pericoli (visto che stavolta hanno salvato la pelle) grazie a tutti quei pazienti preparativi fatti nel tempo!
E comincia la fuga, molto avventurosa, riservando ai lettori tante sorprese, un personaggio nuovo importantissimo…scoperte a non finire.
La seconda metà del romanzo è piuttosto rocambolesca e, come avevo anticipato, fantasiosa; ciò non toglie che alcuni accadimenti siano poi giustificati razionalmente.
Certo è che nel complesso la storia si rivela accattivante e piacevole.
L’autore fa largo uso di ironia, come di citazioni “dotte” che, unite a un ottimo stile di scrittura, danno valore al romanzo.
Buona l’introspezione psicologica del protagonista Antonio, quando riflette sulla sua vita, sugli errori e soprattutto sui rapporti con l’amato figlio, che non sa se e quando rivedrà.
“Fui assalito da un desiderio profondo di vederlo, lui, Lorenzo, mio figlio.
Una voglia ultima di parlarci, di spiegargli cosa, perché, come mai.
Dirgli delle mie ragioni, di quei miei pensieri e dei miei stati mentali, delle mie interpretazioni.
Parlargli del come fossi, del mio divenire, nel tempo, con gli anni, con le esperienze, le mie.
Gli avrei parlato come si fa con un adulto…”.
Trama tutta da scoprire, quella che ci regala l’autore Giambi Leone, alla sua opera prima.

Rosy Volta

https://contornidinoir.it/2020/09/giambi-leone-il-morso-del-cane/

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Recensione dal sito Arpa Eolica 

di Francesco Zaffuto
 

*Un uomo e una donna. Due destini che s'incrociano in uno spazio tempo delimitato da una concatenazione di eventi apparentemente caotici.

Una profezia divenuta ossessione. Una casa sopra la quercia, l'atto di un gabbiano, il morso di un cane, una freccia conficcata in gola e chissà quanti altri arcani disegni del destino, ci avevano voluto insieme, in quell'isola tra il mar Cinese Meridionale e il Mar di Sulu. Tutto questo non mi dava inquietudine. 

Ecco! Questo capitò quel giorno. Ci pensò madre natura. "Ma... puttana la miseria!". Fu la mia prima espressione, fredda, tra il rassegnato e il compiaciuto, dopo la constatazione che un grosso gabbiano aveva centrato, ovviamente al volo, il parabrezza della mia auto con una defecata da urlo che mi costrinse a sterzare verso la corsia d'emergenza e a fermarmi, cieco". 

Un miracolo balistico, una pennellata d'arte e la natura, fendendo il cielo, spezza un tempo che si ripete sempre uguale. Un cane, una profezia che affonda le radici nella storia, un colpo di fulmine tra un uomo e una donna, un padre nuovo e un padre ambiguo, innescano un processo di cambiamento che romperà uno schema di pensiero rigido. Fughe rocambolesche, colpi di scena e riflessioni filosofiche condite con una spolverata d'ironia, fanno de "Il Morso del Cane" un romanzo difficile da collocare in un preciso genere letterario, perché c'è molto noir, pulp, thriller, saggistica, sentimental e tanto altro da trovare al giorno d'oggi e in un romanzo d'esordio per giunta! 

http://arpaeolica.blogspot.com/2020/10/il-morso-del-cane-di-giambi-leone.html

Recensione su Live Sicilia   

PALERMO – Giovanni Villino torna in libreria con un nuovo romanzo, “Negare il bene”, edito da I Buoni Cugini Editori. Un giallo che rappresenta una sintesi perfetta tra il mistero della cronaca giudiziaria e l’ermetismo delle tradizioni siciliane, offrendo al lettore un viaggio nei meandri più oscuri e intriganti di Palermo.

Il protagonista, Salvatore Luce, è un giornalista precario, la cui vita è scandita dalle incertezze economiche legate al suo mestiere e da relazioni personali difficili. Dedicato interamente al suo lavoro, Salvatore si ritrova, durante una piovosa mattina di giugno, coinvolto in un omicidio efferato e apparentemente privo di movente. Questo evento lo conduce a esplorare luoghi sconosciuti della sua città, costringendolo a confrontarsi con una storia intricata, sostenuta da oscuri rituali e verità taciute.

Il romanzo non è solo un thriller avvincente, ma anche una profonda riflessione sulla precarietà della vita e sulla lotta eterna tra bene e male. Villino utilizza le tradizioni popolari siciliane e le dottrine ermetiche per dare una prospettiva unica e affascinante alla narrazione. Come l’autore stesso afferma: “Ho cercato di dare una mia interpretazione al contrasto tra bene e male, tra presenze e assenze. Ma ho anche voluto omaggiare Palermo e le sue tante e contraddittorie storie”.

Il lettore viene così immerso in un mondo dove niente è come sembra, dove ogni personaggio è avvolto da un alone di mistero e le aspettative vengono continuamente ribaltate. Enigmi e indovinelli si intrecciano con una trama ricca di suspense, esplorando la psiche umana e i suoi confini con l’irrazionale.

L’ambientazione a Palermo non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio che contribuisce a dare profondità alla storia. La città, con le sue contraddizioni e la sua storia, diventa parte integrante del racconto, arricchendo la narrazione con il suo fascino unico.

Giovanni Villino, nato a Palermo nel 1978, è un giornalista professionista e divulgatore digitale. Lavora per il gruppo editoriale Ses, Giornale di Sicilia – Gazzetta del Sud ed è vicecoordinatore di redazione a Tgs, Telegiornale di Sicilia. Con una carriera dedicata all’innovazione e ai social media, Villino ha vinto il premio giornalistico Giuseppe Ruffino nel 2023 e continua a esplorare le nuove frontiere digitali nell’editoria. “Negare il bene” rappresenta l’ultima tappa di un percorso professionale ricco di successi e riconoscimenti.

 

“Negare il bene” è un romanzo che affascina e coinvolge, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Un’opera che merita di essere letta non solo per la sua trama avvincente, ma anche per la sua capacità di far riflettere sul complesso mondo delle tradizioni e delle credenze popolari siciliane.
06/06/2024

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Daniele

5,0 su 5 stelle Una Palermo noir tutta da scoprire

Recensito in Italia il 17 giugno 2024

Acquisto verificato

È il secondo titolo che leggo dell'autore. Anche in questo caso la narrazione è ambientata a in una Palermo caotica e avvolta da un alone di incertezza. Una Palermo che ha sempre qualcosa da dire e un modo tutto suo di mostrarsi.

Una storia che dalla prima all'ultima pagina lascia inture che c'è uno strato più profondo di conoscenza. Non sempre ciò che sembra ovvio corrisponde alla realtà. Anche il protagonista, attraverso i dialoghi e il cammino percorso nella storia, sviluppa una crescita interiore pagina dopo pagina.

Consigliato

 

Alessandra A.

5,0 su 5 stelle Palermo iconica e misteriosa

Recensito in Italia il 3 giugno 2024

Acquisto verificato

In questa seconda opera letteraria, Giovanni Villino si supera. Quello che mi è piaciuto maggiormente è la narrazione della città. Palermo è meravigliosa, personaggio vivo e meraviglioso: ricca di misteri, simbolismi e apparenze affascinanti. La storia è da bere tutta d'un fiato: non ci sono tempi morti e ogni personaggio è un tassello del mosaico il cui disegno si comprende pienamente solo alla fine. Particolare il protagonista, che ha una forte caratterizzazione e del quale vorrei leggere di più (un sequel o un prequel!), perchè è uno di noi!!! Assolutamente consigliato, non vedo l'ora di leggere la prossima opera :)

 

Maria Chiara

5,0 su 5 stelle Un affresco di Palermo e personaggi intrecciati: da leggere tutto d’un fiato

Recensito in Italia il 11 giugno 2024

Acquisto verificato

"Negare il bene" di Giovanni Villino è un gran bel lavoro narrativo che offre descrizioni vivide e dettagliate di Palermo, rendendo la città un personaggio a sé stante. La trama avvincente si sviluppa attraverso intrecci complessi di personaggi profondamente delineati, ognuno con la propria storia e motivazioni. Villino riesce a catturare l'essenza della vita palermitana, intrecciando sapientemente le vicende personali con i contesti sociali e culturali. Un romanzo che incanta per la sua ambientazione realistica e la profondità dei suoi protagonisti.

 

Andrea b.

5,0 su 5 stelle Giovanni Villino non delude mai!!!

Recensito in Italia il 15 giugno 2024

Acquisto verificato

Ritmo incalzante e colpi di scena in una Palermo descritta in maniera magistrale da chi la conosce bene come Giovanni Villino. Per me che sono palermitano, è come vedere la scena di un film. Da leggere tutto in un fiato.

 

Cliente Amazon

5,0 su 5 stelle Il concetto del bene e del male mette in discussione le nostre convinzioni

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Ho acquistato "Negare il Bene" di Giovanni Villino in libreria, attratto dalla copertina intrigante e dalle ottime recensioni ricevute. Dopo averlo letto, sono entusiasta di condividerlo anche qui su Amazon per incoraggiare altri lettori a scoprirlo.

Giovanni Villino ci porta in un viaggio profondo e riflessivo attraverso le sfide morali e le complessità dell'animo umano. La trama è avvincente e ben costruita, con personaggi tridimensionali che affrontano dilemmi etici che risuonano con il lettore. Villino ha uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, capace di catturare l'attenzione dalla prima all'ultima pagina.

Uno degli aspetti più affascinanti del libro è come affronta il concetto del bene e del male, mettendo in discussione le nostre convinzioni e i nostri pregiudizi. È un libro che invita alla riflessione, spingendo il lettore a considerare le proprie scelte e il loro impatto sulla vita degli altri.

 

Cliente Amazon

5,0 su 5 stelle Un viaggio avvincente nella complessità del bene

Recensito in Italia il 9 giugno 2024

Negare il bene" di Giovanni Villino è un romanzo che cattura fin dalle prime pagine. Ricca di colpi di scena e sviluppi inaspettati, la trama si snoda con una fluidità che rende difficile mettere giù il libro. Personaggi non troppo complessi e sempre realistici, ciascuno con le proprie ombre e luci, capaci di suscitare empatia e riflessione nel lettore. Palermo, descritta con dovizia di particolari, ti fa immergere in un mondo vivo e pulsante, dove le dinamiche sociali e personali si intrecciano in modo indissolubile. La scrittura di Villino è raffinata e evocativa, capace di far vibrare corde emotive profonde. Giovanni Villino un grande uomo dietro la maschera di Giornalista e Scrittore 😊

 

Davide A.

5,0 su 5 stelle UNA LETTURA IMMERSIVA

Recensito in Italia il 9 giugno 2024

"Negare il bene" è un romanzo che non delude le aspettative. Offre una lettura immersiva e appassionante, grazie a una trama ben costruita, personaggi profondi e realistici, e una descrizione dettagliata e affascinante di Palermo. Giovanni Villino si conferma un narratore di grande talento, capace di catturare l'essenza di una città e dei suoi abitanti, intrecciando storie che toccano il cuore e fanno riflettere. Un libro imperdibile per chi ama le storie intense e piene di vita.

 

Gianluca

5,0 su 5 stelle Una trama magistrale

Recensito in Italia il 10 giugno 2024

"Negare il bene" di Giovanni Villino offre una trama magistrale che cattura l'immaginazione e tiene col fiato sospeso. La narrazione, abilmente costruita, si snoda attraverso colpi di scena imprevedibili e momenti di alta tensione. Villino dimostra un talento straordinario nel tessere un racconto avvincente, dove ogni dettaglio è curato e i personaggi sono vivi e pulsanti. Un romanzo che affascina e conquista, rendendo la lettura un'esperienza indimenticabile.

 

Aurora

5,0 su 5 stelle Un'opera coinvolgente che si fa leggere con piacere

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Questo secondo romanzo di Giovanni Villino e' spettacolare. Gia' avevo letto con estremo piacere La Rosa Bianca dell'Apocalisse ma quest'opera mi ha letteralmente rapita. Un libro affascinante che mi ha permesso di scoprire aneddoti di Palermo che non conoscevo. La bella stagione si avvicina ed è il libro ideale che si può leggere sotto l'ombrellone. Complimenti ancora a Giovanni Villino.

 

Marco

5,0 su 5 stelle Un libro che stimola la mente

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

"Negare il Bene" è un libro che non solo intrattiene, ma anche stimola la mente e il cuore. Consiglio vivamente questo libro a chiunque ami le storie profonde e ben scritte. È un'opera che merita di essere letta e discussa. Se avete l'opportunità, non esitate ad acquistarlo: non ne rimarrete delusi.

 

Manfredo

5,0 su 5 stelle Villino iconoclasta sparviero

Recensito in Italia il 7 giugno 2024

Villino ha scritto questo libro, ma più che libro un vero spartiacque della letteratura italiana. Quando la realtà supera l'immaginazione si verifica un clast della sospensione dell'incredulità. Un libro che non va semplicemente letto, ma vissuto ponendosi in una posizione di storming creativo. Superlativo, eccezionale, catafratto.

 

Alessio Provenzano

5,0 su 5 stelle Un romanzo davvero affascinante

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Ottima lettura scorrevole, affascinante e coinvolgente. Un libro che mi ha stupito per i racconti della mia Palermo. Un secondo romanzo quello di Giovanni Villino che regala colpi di scena, suspence e storia. Attendiamo con ansia la terza opera.

 

Francesco marino

5,0 su 5 stelle Palermo affascinante

Recensito in Italia il 7 giugno 2024

Imperdibile per chi ama il mistero e la scoperta dei luoghi ricchi di storia e fascino di Palermo

 

Gaby

5,0 su 5 stelle Stupendo

Recensito in Italia il 5 giugno 2024

Consiglio a tutti. Da leggere tutto di un fiato

Recensione su PalermoParla  

Giovanni Villino ci regala un nuovo intrigante romanzo, “Negare il bene”, edito da I Buoni Cugini Editori, che ci trasporta in una Palermo avvolta dal mistero e dall’occulto. Questo libro si distingue non solo per la sua trama avvincente ma anche per la sua capacità di farci scoprire una città dalle mille sfaccettature, dove ogni angolo cela segreti e storie dimenticate.

Il protagonista, Salvatore Luce, è un giornalista precario, stanco della sua routine e delle relazioni che sembrano non andare mai da nessuna parte. La sua vita prende una piega inaspettata durante una piovosa mattina di giugno, quando viene coinvolto in un omicidio brutale e inspiegabile. Questo delitto lo conduce in un viaggio attraverso i luoghi più nascosti e misteriosi di Palermo, una città che si rivela essere molto più di uno sfondo: è un labirinto di enigmi e tradizioni ermetiche.

La forza del romanzo di Villino risiede nella sua capacità di intrecciare la precarietà giornalistica di Salvatore con le profonde radici esoteriche della cultura siciliana. Il protagonista si trova ad affrontare non solo la difficile realtà del suo lavoro, ma anche una serie di rituali oscuri e verità nascoste che sfidano la sua comprensione del bene e del male. “Negare il bene” diventa così una riflessione sul sottile confine tra queste due forze opposte, offrendoci una prospettiva unica e affascinante.

L’autore riesce magistralmente a creare un’atmosfera di suspense e mistero, dove niente è come sembra e ogni personaggio nasconde qualcosa. Gli enigmi e gli indovinelli che costellano il romanzo aggiungono ulteriore profondità, rendendo la lettura un’esperienza ricca di colpi di scena. Ogni pagina ci spinge a mettere in discussione le nostre convinzioni, a esplorare l’ignoto e a scoprire le verità nascoste dietro le apparenze.

Palermo, con le sue contraddizioni e il suo fascino enigmatico, diventa un personaggio vivo e pulsante. Le sue strade, i suoi edifici antichi e i suoi angoli segreti sono descritti con una tale vividezza da farci sentire parte della storia. Villino omaggia la sua città natale, rivelandone le storie più oscure e affascinanti, creando un legame indissolubile tra il lettore e la città.

Giovanni Villino, nato a Palermo nel 1978, è un giornalista professionista e divulgatore digitale con una lunga carriera nel gruppo editoriale Ses, Giornale di Sicilia – Gazzetta del Sud. Vicecoordinatore di redazione a Tgs, Telegiornale di Sicilia, e direttore responsabile di Redat24.com, Villino è anche un esperto di innovazione e social media. Vincitore del premio giornalistico Giuseppe Ruffino nel 2023, continua a esplorare le nuove frontiere digitali nell’editoria attraverso il suo podcast “Scalo a Grado” e il suo blog su www.giovannivillino.eu.

“Negare il bene” è un romanzo che va oltre la semplice narrazione di un delitto: è un viaggio nel cuore oscuro di Palermo, un’esplorazione delle sue tradizioni esoteriche e una riflessione profonda sulla natura umana. Un libro che tiene il lettore avvinto dalla prima all’ultima pagina, offrendo una prospettiva unica su una città ricca di misteri e storie nascoste.

 

di Lydia Gaziano Scargiali

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