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Recensioni Guarda come si uccide 

Recensione dal blog ThrillerPages

Recensione a cura di Massimo Minimo
 

"Guarda come si uccide" di Ivo Tiberio Ginevra è il nuovo thriller I Buoni Cugini Editori recensito da ThrillerPages

Due vicende apparentemente non collegate fra loro costituiscono la base di questo breve, intenso romanzo. Da un lato, un gruppetto di ragazzini si sfida in una prova di coraggio: entrare nelle pericolanti rovine di una vecchia clinica. Dall’altro, il figlio di un ex boss aspira a diventare un vero mafioso.  All’inizio le due storie corrono parallelamente per poi incontrarsi, dando vita a un sorprendente finale.

Ambientato negli anni ’70 in un paesino siciliano, Guarda come si uccide è il terzo thriller scritto da Ivo Tiberio Ginevra, il primo pubblicato con la sua casa editrice I buoni cugini editori. Il romanzo segna la perdita dell’innocenza di un gruppo di amici, in particolare Calogero, costretto, suo malgrado, ad assistere a scene drammatiche.

L’intervento di una presenza quasi sovrannaturale, una sorta di deus ex machina volge la situazione a vantaggio dei “buoni”, dopo una serie incalzante di colpi di scena. Il tutto a conferma della bravura dell’autore, che quasi “si vanta” di non aver mai presentato un suo romanzo. Noi lettori cercheremo di fargli cambiare idea, che sia la volta buona?
https://thrillerpages.blogspot.com/2016/08/recensione-guarda-come-si-uccide-di-ivo.html#more

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Recensione dal blog La bottega del giallo 

STORIA DI MAFIA IN UNA CLINICA ABBANDONATA

E’ il 1974. In un piccolo paese siciliano Don Pinuzzo è il miglior cliente del Bar Kennedy. Ha quarantasei anni, vive delle rendite che gli ha lasciato il padre, un uomo d’onore morto in prigione per non tradire un amico mafioso, e vorrebbe seguire il suo esempio, pensando che abbia vissuto in modo eroico e giusto. La mafia non si fida di lui perché è un chiacchierone e un perditempo.

Fuori dal paese c’è una vecchia clinica abbandonata , costruita dai nobili Arpazza, un edificio che sta in piedi per miracolo, dove un gruppo di ragazzini fa una prova di coraggio: devono entrare in quell’edificio sporco e pericolante e raggiungere il terzo piano, sfatando una leggenda di fantasmi. In palio ci sono figurine Panini, monopattini e….la stima degli altri ragazzi del gruppo.

Finalmente un mafioso si degna di dare un incarico a Don Pinuzzo, accendendo in lui la speranza di una successiva affiliazione: dovrà portare un suo amico che non vuole pagare il pizzo da Don Mariano, il capomafia. Dopo pochi minuti nei quali l’amico viene picchiato brutalmente Don Peppino comprende di colpo cos’è la mafia e chi era veramente suo padre ed inizia ad avere una tremenda paura. Il mito mafioso che lui romanticamente aveva idealizzato si sgretola in un attimo e la violenza brutale alla quale i malviventi vogliono farlo avvicinare lo terrorizza e lo blocca. Viene perciò chiamato femminuccia e a sua volta pestato.

"Tu sei senza palle. Non sei degno di portare il cognome di tuo padre. Se c’era lui a ‘sto infame gli aveva sparato in testa, violentato la moglie, ammazzato i figli e bruciato la tabaccheria, ma tu sì ‘na cosa inutile. Hai sbagliato Giuseppe. Hai sbagliato e ora so cazzi. Vituzzu, fai vedere a ‘stu minchione come si ammazza un infame".

Il romanzo procede intersecando la storia dei ragazzini con quella dello sfortunato Don Pinuzzo e con la presenza di una misteriosa donna anziana proprietaria di tre cani feroci. Il ritmo del racconto si fa sempre più incalzante fino al termine dell’incubo al quale il lettore giunge letteralmente senza fiato. L’autore sa condensare in 135 pagine una storia aspra che parla della mafia degli anni ’70 e del fascino che ha esercitato verso molte persone, aprendoci gli occhi sul male che ha fatto e sulla violenza fisica e psicologica che ha creato intorno a sé, non fermandosi nemmeno davanti ai bambini. I dialoghi talvolta scritti in siciliano, i soprannomi e alcune descrizioni fanno intuire il legame profondo dell’autore con la propria terra. La scrittura essenziale e chiara e l’ottima costruzione della storia rendono questo romanzo un piccolo diamante assai prezioso: un libro che non si dimentica. Consiglio questo intenso romanzo a tutti i lettori, specialmente agli amanti del thriller poliziesco dalle scene rapide e potenti.

Ivo Tiberio Ginevra ha pubblicato due romanzi con Robin Edizioni, Gli assassini di Cristo (2011) pubblicato in una nuova edizione con I Buoni Cugini editori nel 2019, Sicily Crime (2012) di prossima pubblicazione con la casa editrice I Buoni Cugini e dichiara di non aver mai fatto una presentazione dei suoi romanzi. 
Peccato perché mi piacerebbe conoscerlo e fargli i complimenti!

E’ anche direttore della casa editrice  I buoni cugini editori che pubblica principalmente opere “dimenticate”, salvando dall’oblio autori come Luigi Natoli. Con questo romanzo inaugura la collana “Sbirri e Sbirrazzi”.

Gabriella Pinamonti

https://www.labottegadelgiallo.com/recensione/guarda-come-si-uccide/

Recensione dal blog Contorni di noir

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Prima di parlare del romanzo, vorrei fare alcuni cenni sull’autore, Ivo Tiberio Ginevra, scrittore ed editore nato in Sicilia, dove vive tuttora.

Fondatore della casa editrice “I Buoni Cugini editori“, il suo intento è quello di pubblicare opere ormai finite nel contenitore degli oggetti smarriti, a partire da alcuni romanzi di Luigi Natoli, come Squarcialupo, Alla guerra!, Gli ultimi saraceni.

Questi testi non sono mai stati tramutati in libro, ma pubblicati nelle appendici del giornale di Sicilia un secolo fa.

Ha pubblicato due romanzi con Robin EdizioniGli assassini di Cristo (2011) Sicily Crime (2012) e dichiara di non aver mai fatto una presentazione dei suoi romanzi.

E mi permetto di dire: “Peccato!”

Perché dopo aver letto questo libricino di 140 pagine di adrenalina pura, il primo istinto che avrete è quello di voler stringere la mano a questo scrittore, il quale ha compiuto ben due scelte coraggiose, quella di aprire una casa editrice – considerata la crisi del mercato editoriale – e di pubblicare il suo romanzo, il primo che inaugura la Collana “Sbirri e Sbirrazzi”.

La trama si svolge nel territorio che Ivo conosce bene: la sua terra, la Sicilia. E ci racconta quanto questa regione sia ormai corrotta e in mano a mafiosi senza scrupoli che non guardano in faccia a nessuno. Il codice etico non esiste più da tempo, così come la speranza di trovare un lavoro onesto e rispettabile senza finire nelle mani della criminalità organizzata.

Ma quando si è ragazzini, si pensa di essere invincibili, tanto da mettersi alla prova con atti di coraggio, entrando in una vecchia clinica abbandonata dei nobili Arpazza, per sfidare i compagni.

La sporcizia e la puzza di muffa all’interno del rudere non ricordano nulla di quello che era in precedenza, una villa trasformata in clinica polispecialistica e dedicata alle malattie respiratorie, bombardata durante la seconda guerra mondiale, causandone il crollo e la morte dei pazienti, dei medici e della sua fondatrice, Ninetta, l’ultima discendente della dinastia Arpazza.

Si diceva che fosse ormai abitata dai fantasmi e proprio per questo motivo méta di ragazzini con la voglia di scommettere chi se la sarebbe fatta sotto prima.

Così fanno Calogero e Ninni, insieme a Andrea, Mauro, Vicè, tutti fra i dodici e i tredici anni.

Comincia così un’avventura che difficilmente i loro occhi dimenticheranno mai..

Sui gradini Calogero pensa alla prova di coraggio che ha fatto con Ninni e con tutti gli altri, pensa ai fantasmi che non esistono e conclude che i mafiosi sono molto peggio degli spiriti.

Primo romanzo che leggo di Ivo Tiberio Ginevra, il quale è riuscito a condensare e a dare una struttura solida in così poche pagine a una storia che ha molto da raccontare, concentrata sui personaggi e sul dramma che ancora si vive in Sicilia. La mafia intesa nel senso più spregevole (perché…ce ne sono altri meno spregevoli?), in cui non c’è rispetto per nessuno, neanche per i bambini.

Un poliziesco con una ristretta ambientazione – mi ha ricordato i generi della “camera chiusa”, anche se in realtà non vi è un colpevole misterioso da scoprire, né un’indagine da portare avanti, ma solo porte da aprire e sorprese da scoprire.

Pensavo di trovare Camilleri..e invece mi sono imbattuta in Ivo Tiberio Ginevra.

Due diversi punti di vista, un’unica grande passione per la propria terra, la stessa consapevolezza di quanto il Male si annidi in profondità, senza lasciare spazio, né fiato, alla speranza.
Quanto coraggio ci vuole per affrontare le proprie paure? Quanto temiamo i nostri spiriti e quanto invece potrebbero vegliare su di noi? Alle volte sono più reali di quanto crediamo..

Lettura scorrevole ma molto cruda, forte.

Cecilia Lavopa

https://contornidinoir.it/2015/07/ivo-tiberio-ginevra-guarda-come-si-uccide/

Recensione dal blog Thrillercafé

Recensire un romanzo di un amico (tra l’altro, come molti di voi sanno, collaboratore di ThrillerCafé) non è semplice, ma cercherò di essere il più obiettivo possibile scrivendo di Guarda come si uccide.
Innanzitutto, mi preme sottolineare quanto Ivo Ginevra sia un autore la cui sensibilità vada di pari passo con quella che da tanto tempo dimostra da lettore. Se avete letto qualcuno dei suoi pezzi qui sul sito, saprete di cosa parlo: quella capacità di indagare sul messaggio di chi scrive, i temi che scorrono sotto le trame, dentro le parole. E come sa afferrare visioni e motivazioni dietro al narrato, allo stesso modo Ivo sa costruire una storia che non nasce su carta come incastro di eventi, né si alimenta da sola guidata dai personaggi. Certo, c’è trama a più livelli e ci sono protagonisti interessanti, ma soprattutto c’è la germinazione di una storia che vien su da un seme velenoso. La Mafia.
Quella che per qualcuno non è un tumore da estirpare ma un obiettivo a cui puntare. Don Pinuzzo se la sogna addosso, l’etichetta di mafioso, agognando il giorno in cui smetterà di orbitare attorno ai veri boss solo per discendenza onorata e sarà finalmente parte della Famiglia.
La mafia che non si ferma davanti a niente, neanche ai bambini, che in questa storia tra il thriller e il pulp fanno invece da carnificazione della speranza e del coraggio.
Un confronto che si sviluppa forse in poche pagine, agili e risuonanti anche nei dialoghi di sicilitudine (per dirla alla Sciascia) che non può non richiamare Camilleri, ma che a dispetto della breve durata arde anche a libro richiuso, perché questo round non è che uno degli innumerevoli che ogni giorno si combattono sotto il sole siculo.
E così, benché Guarda come si uccide non sia innovativo nell’impianto del narrato né nelle figure dei personaggi, siamo comunque di fronte a un assieme complessivo meritevole, impacchettato in un libriccino che non avrebbe sfigurato nel catalogo di editori un po’ più noti dei Buoni Cugini, che Ivo stesso ha fondato. E giusto per evitare dubbi: stavolta l’essere editore di se stesso non è un comodo aggiramento dei meccanismi editoriali ma solo una consapevole e deliberata rinuncia a fanfare chiassose e coccarde luccicanti.
Se avete occasione di leggere, concorderete con me.
 

Giuseppe Pastore
 

https://www.thrillercafe.it/guarda-come-si-uccide-ivo-tiberio-ginevra/

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Recensione dal blog Liberidiscrivere

1974. Un piccolo paese della Sicilia pieno di sole. Immaginatevi una clinica abbandonata tra detriti e sterpaglie, scenario ideale di una storia in bilico tra The body di Stephen King (ma se dico Stand by me – Ricordo di un estate, il film di Rob Reiner che hanno tratto, forse è più chiaro per tutti) e un racconto di Camilleri, impreziosito di dialetto siciliano e malinconia.

Ecco a voi il racconto Guarda come si uccide di Ivo Tiberio Ginevra, primo volume della collana “Sbirri e sbirrazzi” de I buoni cugini editore, casa editrice palermitana di proprietà dello stesso autore. Un vezzo, il racconto, una mascotte di una collana che ha l’ambizione di raccogliere manoscritti di genere poliziesco, thriller, noir, presumo non solo di ambientazione siciliana. (A proposito se ne avete uno ma davvero bello e scritto bene, visto il primo racconto lo standard è piuttosto alto, potete inviarlo a ibuonicugini@libero.it).

Dunque, dicevo, se vi piacciono le favole noir, con coraggiosi poliziotti infiltrati, mafiosi tra il caricaturale e il dannato, ragazzini pronti a mettersi alla prova, cani feroci e presunti fantasmi (ah, ci sono pure quelli, non temete), apprezzerete, come ho apprezzato io questo racconto in cui il bene e il male hanno il volto della Sicilia più vera, dove la mafia ancora (purtroppo) incide con le sue leggi e i suoi codici d’onore malato.

Ma in Sicilia non tutto è mafia, ci sono nobili altruisti e generosi che trasformano le loro ville in sanatori, (il personaggio di Ninetta vi riserverà qualche sorpresa, leggete attentamente le prime pagine) ci sono i carabinieri che rischiano e molte volte perdono la vita per salvare gli altri, e ci sono i ragazzini, per cui i rapporti umani sono ancora fondamentali, sani, i legami autentici.

Guarda come si uccide è un racconto delizioso (anche per gli amanti del pulp), scritto benissimo, e anche piacevolmente confezionato. Proprio l’oggetto libro. Mi preme segnalare infatti anche la bellissima copertina Dall’altra parte foto in bianco e nero di Maria Luisa Lamanna. Buona lettura!

https://liberidiscrivere.com/2015/10/22/guarda-come-si-uccide-ivo-tiberio-ginevra-i-buoni-cugini-edi...

Recensione su Live Sicilia   

PALERMO – Giovanni Villino torna in libreria con un nuovo romanzo, “Negare il bene”, edito da I Buoni Cugini Editori. Un giallo che rappresenta una sintesi perfetta tra il mistero della cronaca giudiziaria e l’ermetismo delle tradizioni siciliane, offrendo al lettore un viaggio nei meandri più oscuri e intriganti di Palermo.

Il protagonista, Salvatore Luce, è un giornalista precario, la cui vita è scandita dalle incertezze economiche legate al suo mestiere e da relazioni personali difficili. Dedicato interamente al suo lavoro, Salvatore si ritrova, durante una piovosa mattina di giugno, coinvolto in un omicidio efferato e apparentemente privo di movente. Questo evento lo conduce a esplorare luoghi sconosciuti della sua città, costringendolo a confrontarsi con una storia intricata, sostenuta da oscuri rituali e verità taciute.

Il romanzo non è solo un thriller avvincente, ma anche una profonda riflessione sulla precarietà della vita e sulla lotta eterna tra bene e male. Villino utilizza le tradizioni popolari siciliane e le dottrine ermetiche per dare una prospettiva unica e affascinante alla narrazione. Come l’autore stesso afferma: “Ho cercato di dare una mia interpretazione al contrasto tra bene e male, tra presenze e assenze. Ma ho anche voluto omaggiare Palermo e le sue tante e contraddittorie storie”.

Il lettore viene così immerso in un mondo dove niente è come sembra, dove ogni personaggio è avvolto da un alone di mistero e le aspettative vengono continuamente ribaltate. Enigmi e indovinelli si intrecciano con una trama ricca di suspense, esplorando la psiche umana e i suoi confini con l’irrazionale.

L’ambientazione a Palermo non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio che contribuisce a dare profondità alla storia. La città, con le sue contraddizioni e la sua storia, diventa parte integrante del racconto, arricchendo la narrazione con il suo fascino unico.

Giovanni Villino, nato a Palermo nel 1978, è un giornalista professionista e divulgatore digitale. Lavora per il gruppo editoriale Ses, Giornale di Sicilia – Gazzetta del Sud ed è vicecoordinatore di redazione a Tgs, Telegiornale di Sicilia. Con una carriera dedicata all’innovazione e ai social media, Villino ha vinto il premio giornalistico Giuseppe Ruffino nel 2023 e continua a esplorare le nuove frontiere digitali nell’editoria. “Negare il bene” rappresenta l’ultima tappa di un percorso professionale ricco di successi e riconoscimenti.

 

“Negare il bene” è un romanzo che affascina e coinvolge, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Un’opera che merita di essere letta non solo per la sua trama avvincente, ma anche per la sua capacità di far riflettere sul complesso mondo delle tradizioni e delle credenze popolari siciliane.
06/06/2024

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Daniele

5,0 su 5 stelle Una Palermo noir tutta da scoprire

Recensito in Italia il 17 giugno 2024

Acquisto verificato

È il secondo titolo che leggo dell'autore. Anche in questo caso la narrazione è ambientata a in una Palermo caotica e avvolta da un alone di incertezza. Una Palermo che ha sempre qualcosa da dire e un modo tutto suo di mostrarsi.

Una storia che dalla prima all'ultima pagina lascia inture che c'è uno strato più profondo di conoscenza. Non sempre ciò che sembra ovvio corrisponde alla realtà. Anche il protagonista, attraverso i dialoghi e il cammino percorso nella storia, sviluppa una crescita interiore pagina dopo pagina.

Consigliato

 

Alessandra A.

5,0 su 5 stelle Palermo iconica e misteriosa

Recensito in Italia il 3 giugno 2024

Acquisto verificato

In questa seconda opera letteraria, Giovanni Villino si supera. Quello che mi è piaciuto maggiormente è la narrazione della città. Palermo è meravigliosa, personaggio vivo e meraviglioso: ricca di misteri, simbolismi e apparenze affascinanti. La storia è da bere tutta d'un fiato: non ci sono tempi morti e ogni personaggio è un tassello del mosaico il cui disegno si comprende pienamente solo alla fine. Particolare il protagonista, che ha una forte caratterizzazione e del quale vorrei leggere di più (un sequel o un prequel!), perchè è uno di noi!!! Assolutamente consigliato, non vedo l'ora di leggere la prossima opera :)

 

Maria Chiara

5,0 su 5 stelle Un affresco di Palermo e personaggi intrecciati: da leggere tutto d’un fiato

Recensito in Italia il 11 giugno 2024

Acquisto verificato

"Negare il bene" di Giovanni Villino è un gran bel lavoro narrativo che offre descrizioni vivide e dettagliate di Palermo, rendendo la città un personaggio a sé stante. La trama avvincente si sviluppa attraverso intrecci complessi di personaggi profondamente delineati, ognuno con la propria storia e motivazioni. Villino riesce a catturare l'essenza della vita palermitana, intrecciando sapientemente le vicende personali con i contesti sociali e culturali. Un romanzo che incanta per la sua ambientazione realistica e la profondità dei suoi protagonisti.

 

Andrea b.

5,0 su 5 stelle Giovanni Villino non delude mai!!!

Recensito in Italia il 15 giugno 2024

Acquisto verificato

Ritmo incalzante e colpi di scena in una Palermo descritta in maniera magistrale da chi la conosce bene come Giovanni Villino. Per me che sono palermitano, è come vedere la scena di un film. Da leggere tutto in un fiato.

 

Cliente Amazon

5,0 su 5 stelle Il concetto del bene e del male mette in discussione le nostre convinzioni

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Ho acquistato "Negare il Bene" di Giovanni Villino in libreria, attratto dalla copertina intrigante e dalle ottime recensioni ricevute. Dopo averlo letto, sono entusiasta di condividerlo anche qui su Amazon per incoraggiare altri lettori a scoprirlo.

Giovanni Villino ci porta in un viaggio profondo e riflessivo attraverso le sfide morali e le complessità dell'animo umano. La trama è avvincente e ben costruita, con personaggi tridimensionali che affrontano dilemmi etici che risuonano con il lettore. Villino ha uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, capace di catturare l'attenzione dalla prima all'ultima pagina.

Uno degli aspetti più affascinanti del libro è come affronta il concetto del bene e del male, mettendo in discussione le nostre convinzioni e i nostri pregiudizi. È un libro che invita alla riflessione, spingendo il lettore a considerare le proprie scelte e il loro impatto sulla vita degli altri.

 

Cliente Amazon

5,0 su 5 stelle Un viaggio avvincente nella complessità del bene

Recensito in Italia il 9 giugno 2024

Negare il bene" di Giovanni Villino è un romanzo che cattura fin dalle prime pagine. Ricca di colpi di scena e sviluppi inaspettati, la trama si snoda con una fluidità che rende difficile mettere giù il libro. Personaggi non troppo complessi e sempre realistici, ciascuno con le proprie ombre e luci, capaci di suscitare empatia e riflessione nel lettore. Palermo, descritta con dovizia di particolari, ti fa immergere in un mondo vivo e pulsante, dove le dinamiche sociali e personali si intrecciano in modo indissolubile. La scrittura di Villino è raffinata e evocativa, capace di far vibrare corde emotive profonde. Giovanni Villino un grande uomo dietro la maschera di Giornalista e Scrittore 😊

 

Davide A.

5,0 su 5 stelle UNA LETTURA IMMERSIVA

Recensito in Italia il 9 giugno 2024

"Negare il bene" è un romanzo che non delude le aspettative. Offre una lettura immersiva e appassionante, grazie a una trama ben costruita, personaggi profondi e realistici, e una descrizione dettagliata e affascinante di Palermo. Giovanni Villino si conferma un narratore di grande talento, capace di catturare l'essenza di una città e dei suoi abitanti, intrecciando storie che toccano il cuore e fanno riflettere. Un libro imperdibile per chi ama le storie intense e piene di vita.

 

Gianluca

5,0 su 5 stelle Una trama magistrale

Recensito in Italia il 10 giugno 2024

"Negare il bene" di Giovanni Villino offre una trama magistrale che cattura l'immaginazione e tiene col fiato sospeso. La narrazione, abilmente costruita, si snoda attraverso colpi di scena imprevedibili e momenti di alta tensione. Villino dimostra un talento straordinario nel tessere un racconto avvincente, dove ogni dettaglio è curato e i personaggi sono vivi e pulsanti. Un romanzo che affascina e conquista, rendendo la lettura un'esperienza indimenticabile.

 

Aurora

5,0 su 5 stelle Un'opera coinvolgente che si fa leggere con piacere

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Questo secondo romanzo di Giovanni Villino e' spettacolare. Gia' avevo letto con estremo piacere La Rosa Bianca dell'Apocalisse ma quest'opera mi ha letteralmente rapita. Un libro affascinante che mi ha permesso di scoprire aneddoti di Palermo che non conoscevo. La bella stagione si avvicina ed è il libro ideale che si può leggere sotto l'ombrellone. Complimenti ancora a Giovanni Villino.

 

Marco

5,0 su 5 stelle Un libro che stimola la mente

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

"Negare il Bene" è un libro che non solo intrattiene, ma anche stimola la mente e il cuore. Consiglio vivamente questo libro a chiunque ami le storie profonde e ben scritte. È un'opera che merita di essere letta e discussa. Se avete l'opportunità, non esitate ad acquistarlo: non ne rimarrete delusi.

 

Manfredo

5,0 su 5 stelle Villino iconoclasta sparviero

Recensito in Italia il 7 giugno 2024

Villino ha scritto questo libro, ma più che libro un vero spartiacque della letteratura italiana. Quando la realtà supera l'immaginazione si verifica un clast della sospensione dell'incredulità. Un libro che non va semplicemente letto, ma vissuto ponendosi in una posizione di storming creativo. Superlativo, eccezionale, catafratto.

 

Alessio Provenzano

5,0 su 5 stelle Un romanzo davvero affascinante

Recensito in Italia il 8 giugno 2024

Ottima lettura scorrevole, affascinante e coinvolgente. Un libro che mi ha stupito per i racconti della mia Palermo. Un secondo romanzo quello di Giovanni Villino che regala colpi di scena, suspence e storia. Attendiamo con ansia la terza opera.

 

Francesco marino

5,0 su 5 stelle Palermo affascinante

Recensito in Italia il 7 giugno 2024

Imperdibile per chi ama il mistero e la scoperta dei luoghi ricchi di storia e fascino di Palermo

 

Gaby

5,0 su 5 stelle Stupendo

Recensito in Italia il 5 giugno 2024

Consiglio a tutti. Da leggere tutto di un fiato

Recensione su PalermoParla  

Giovanni Villino ci regala un nuovo intrigante romanzo, “Negare il bene”, edito da I Buoni Cugini Editori, che ci trasporta in una Palermo avvolta dal mistero e dall’occulto. Questo libro si distingue non solo per la sua trama avvincente ma anche per la sua capacità di farci scoprire una città dalle mille sfaccettature, dove ogni angolo cela segreti e storie dimenticate.

Il protagonista, Salvatore Luce, è un giornalista precario, stanco della sua routine e delle relazioni che sembrano non andare mai da nessuna parte. La sua vita prende una piega inaspettata durante una piovosa mattina di giugno, quando viene coinvolto in un omicidio brutale e inspiegabile. Questo delitto lo conduce in un viaggio attraverso i luoghi più nascosti e misteriosi di Palermo, una città che si rivela essere molto più di uno sfondo: è un labirinto di enigmi e tradizioni ermetiche.

La forza del romanzo di Villino risiede nella sua capacità di intrecciare la precarietà giornalistica di Salvatore con le profonde radici esoteriche della cultura siciliana. Il protagonista si trova ad affrontare non solo la difficile realtà del suo lavoro, ma anche una serie di rituali oscuri e verità nascoste che sfidano la sua comprensione del bene e del male. “Negare il bene” diventa così una riflessione sul sottile confine tra queste due forze opposte, offrendoci una prospettiva unica e affascinante.

L’autore riesce magistralmente a creare un’atmosfera di suspense e mistero, dove niente è come sembra e ogni personaggio nasconde qualcosa. Gli enigmi e gli indovinelli che costellano il romanzo aggiungono ulteriore profondità, rendendo la lettura un’esperienza ricca di colpi di scena. Ogni pagina ci spinge a mettere in discussione le nostre convinzioni, a esplorare l’ignoto e a scoprire le verità nascoste dietro le apparenze.

Palermo, con le sue contraddizioni e il suo fascino enigmatico, diventa un personaggio vivo e pulsante. Le sue strade, i suoi edifici antichi e i suoi angoli segreti sono descritti con una tale vividezza da farci sentire parte della storia. Villino omaggia la sua città natale, rivelandone le storie più oscure e affascinanti, creando un legame indissolubile tra il lettore e la città.

Giovanni Villino, nato a Palermo nel 1978, è un giornalista professionista e divulgatore digitale con una lunga carriera nel gruppo editoriale Ses, Giornale di Sicilia – Gazzetta del Sud. Vicecoordinatore di redazione a Tgs, Telegiornale di Sicilia, e direttore responsabile di Redat24.com, Villino è anche un esperto di innovazione e social media. Vincitore del premio giornalistico Giuseppe Ruffino nel 2023, continua a esplorare le nuove frontiere digitali nell’editoria attraverso il suo podcast “Scalo a Grado” e il suo blog su www.giovannivillino.eu.

“Negare il bene” è un romanzo che va oltre la semplice narrazione di un delitto: è un viaggio nel cuore oscuro di Palermo, un’esplorazione delle sue tradizioni esoteriche e una riflessione profonda sulla natura umana. Un libro che tiene il lettore avvinto dalla prima all’ultima pagina, offrendo una prospettiva unica su una città ricca di misteri e storie nascoste.

 

di Lydia Gaziano Scargiali

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