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GIUSTIZIA A PALERMO

Recensione pubblicata sul settimanale La Libertà di Reggio Emilia il 14/02/2024

 

Il romanzo Giustizia a Palermo (editore I Buoni Cugini, Palermo 2023) l'ultima pubblicazione di Giulia Petrucci, è legato alla morte del vice questore Antonio Cassarà (Ninni per gli amici). 

Cassarà venne ucciso dalla mafia il 6 agosto 1985, davanti alla sua abitazione e sotto gli occhi della moglie Laura. Lo aspettava un commando composto da nove uomini armati di kalashnikov. Una valanga di proiettili investì il Vice Questore e l'agente Roberto Antiochia che l'accompagnava. Si salvò solo un altro agente, Natale Mondo, sospettato poi di essere la “talpa” che aveva tradito il Vice Questore segnalando ai killer il suo arrivo; ma tre anni dopo anche Mondo fu assassinato dalla mafia. 

La morte di Ninni Cassarà era stata preceduta da quella di Beppe Montana, un commissario di polizia assassinato a Porticello il 28 luglio. Ma Cassarà era arrivato a Palermo il 3 giugno 1980, quasi subito dopo l'uccisione del Presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella. E tutta la sua azione investigativa si era svolta durante anni terribili, caratterizzati dalla guerra di mafia tra “vincenti” e “perdenti” e segnati dalla morte di uomini dello Stato, il Procuratore Gaetano Costa (1980), l'Onorevole Pio La Torre (1982), il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa (1982), il Giudice istruttore Rocco Chinnici (1983)… Abbiamo citato i nomi più illustri. In questo contesto Cassarà e Montana avevano svolto le indagini, giungendo a proporre un organigramma della mafia (il “rapporto dei 162”); organigramma che costituisce il primo passo verso il grande processo che si svolgerà a Palermo - grazie a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - nel 1986 e 1987.

Torno adesso al romanzo di Giulia Petrucci, che è un romanzo, d'accordo, una fiction, il frutto di una invenzione, ma che affonda le radici e riceve le sue motivazioni, dalla Storia. 

In una città devastata dalla morte di un amato Vice Questore, arriva Antonio Lemura, un avvocato che ha appena divorziato e ce perciò ha deciso di lasciare Roma e tornare a Palermo, la città della sua giovinezza. 

Il suo arrivo, però, è segnato da una serie di “delitti eccellenti”. Chi muore, ucciso con una coltellata infallibile in mezzo al petto, è sempre un “notabile”; prima un avvocato, poi un imprenditore, poi un deputato… Si tratta, come Lemura apprende, di personaggi legati alla mafia: è il terzo livello, quello dei mandanti, delle “menti raffinatissime”. E, suo malgrado, Lemura resta coinvolto, giacchè lo coinvolgono due vecchi amici di giovinezza, il professor Sergio Bonanno e il commissario Danilo Rinaldi. Lo coinvolgono anche due donne misteriose: la “matura” Virginia e la giovane Margherita, amate entrambe, sia pure in modi diversi. 

 

Il romanzo di Giulia Petrucci è un giallo, ma certamente non è solo questo: è un atto d'amore (anzi un canto d'amore) per la città di Palermo: una città ferita, martoriata, violentata; una città in cui la verità ha un doppio volto e la giustizia, sempre elusa, giunge a soluzioni estreme.

E' giusta la violenza, è legittimato l'omicidio se la vittima è un violento, un omicida?

Questa è la domanda a cui il lettore è chiamato a rispondere. 

 

(A.P.)