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Sbirri & Sbirrazzi
romanzo storico, roma, i buoni cugini editori, monica bartolini, unità d'italia, romanzo poliziesco

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“È arrivato er Ministro de la giustizzia” disse qualcuno degli operai assiepati fuori il cantiere, schernendo quella figura austera con il nastro tricolore ad armacollo. A Boccetto, poi, quel Piemontese non stava piacendo per niente. Perché usava quel quadernuccio? Le guardie che conosceva lui non scrivevano mai, menavano solo. Chi era mai questi da essere tutto a rovescio?

Non c’è luogo e momento storico della storia dell’Italia unita che mi affascini di più se non la Roma di fine XIX secolo. Alla nascita della nuova Capitale del Regno sabaudo, infatti, sono legate circostanze politiche ed economiche di portata epocale per la nostra Nazione, sottese ai grandi mutamenti che la città subì per uniformarla ai canoni urbanistici delle altre capitali europee, vicende che sono narrate nel romanzo con dovizia di particolari storici. Quello, però, rappresenta solo lo sfondo di un’investigazione poliziesca di altri tempi, con procedure antesignane delle moderne tecniche forensi alle quali, invece, ho attinto a piene mani per l’investigazione del Maresciallo (ormai Luogotenente) Piscopo in Per interposta persona. Un esempio su tutti riguarda la salvaguardia dell’integrità della scena del crimine, concetto ai giorni nostri arcinoto, ma mai normato da legge italiana prima del 1865, quando si presentò la stringente necessità di disciplinare l’unificazione di tutto l’apparato amministrativo del neonato Regno, comprese quindi le procedure di Pubblica Sicurezza. L’art. 17, comma 1, Allegato B della c.d. “legge Rattazzi”, disponeva che: “La Forza Armata che proceda a qualunque arresto, od intervenga sul luogo del commesso reato, è specialmente incaricata di sorvegliare a che sino all’intervento dell’Autorità competente non venga alterato lo stato delle cose; si presteranno però frattanto i necessari soccorsi a chi può averne d’uopo.” Ecco perché i due militari che intervengono sulla scena del crimine nei pressi di Porta Pinciana, custodiscono i luoghi nell’attesa che arrivi il Funzionario di Polizia Giudiziaria, come leggerete tra qualche pagina. Immaginare scenari criminali in una Roma completa mente trasfigurata rispetto a quella moderna è stata per me una sfida ma, parimenti, un immenso piacere. Mi auguro che valga altrettanto per voi lettori.
 

(Dalla prefazione dell'autrice)

Pagine 198 

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