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Agli eventi di quell’arco temporale 1674-1678 che vede la città di Messina al centro di una sommossa volta a scrollarsi di dosso la dominazione spagnola, si rivolge la più recente pubblicazione di Pippo Lo Cascio che ancora una volta con competenza e impegno, torna a far parlare le fonti, quelle fonti storiche che rimangono spesso silenti negli angusti angoli degli archivi, perché manoscritte. Eppure proprio tra le pieghe di quei fogli è descritto l’orrore delle guerre, la violenza della miseria e la compagnia dell’infinito dolore che ereditano gli abitanti.
L’ultimo impegno dello studioso, vero topo d’archivio, è la scoperta e la trascrizione del manoscritto di Don Francesco Lo Cascio dove sono annotati gli accadi menti di Messina nei primi anni della seconda metà del Seicento. Nel manoscritto Historia delle guerre civili di Messina dell’anno 1672 sino al 1678: descritte da D.
Francesco Lo Cascio Palermitano, cappellano del monastero detto di Saladino, il racconto abbraccia i tempi dell’evento per fondersi nello scenario di una città che non tollera il giogo spagnolo e non perimetra la sua esistenza a servire e blandire un padrone, in quanto consapevole della ricchezza dei suoi commerci, della sua
capacità di relazionarsi con i paesi del Mediterraneo. […]
I privilegi che gli Spagnoli confermano a Messina non furono bastevoli per mantenere a freno l’ostilità contro gli stessi, ostilità che prendendo le mosse dalla rivolta per il prezzo del pane finisce con lo sfociare ben presto in richiesta ai Francesi di intervenire contro il dominio spagnolo. […]
Un manoscritto quasi diario di chi era presente ai fatti, di indescrivibile bellezza poetica si presentano le pagine che raccontano il momento in cui i Francesi prendono la decisione di abbandonare la città, noncuranti delle suppliche dei cittadini, in quanto non più “interessati” a difenderla. Sulla bilancia i Francesi mettono
l’assenza di vantaggi che a loro ne consegue dalla presenza a Messina e il sostegno a una città che chiede loro protezione. Le ragioni della prima avranno il sopravvento. Gli abitanti sono ben consapevoli delle conseguenze cui andranno incontro con il ritorno degli Spagnoli, ma le loro preghiere cadono nel vuoto.
Gli Spagnoli, infatti, impietosi per l’offesa subita, non faranno attendere gli esiti della loro collera.
Dalla prefazione di Rita Cedrini

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