Natoli Luigi: Poesie

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La lettura di queste poesie scritte in piena libertà e senza alcun condizionamento, se non stilistico, ci consente di ricostruire con sicurezza la reale personalità di Luigi Natoli e lo immortala come uomo ricco di sentimenti e di grande intelligenza, coltissimo ma avvilito dalla miseria morale e materiale che lo circonda, passeggero di un secolo che non ha saputo dare la giusta gloria a uno dei suoi figli migliori.
Il volume comprende le raccolte di poesie edite Foglie morte (Pubblicata con la tipografia R. Carrabba in Lanciano nel 1880 e con prefazione di Giuseppe Pipitone Federico), Parentalia (pubblicata il 22 novembre 1890 con la tipografia del Giornale di Sicilia), Congedo (Pubblicata con l'editore Remo Sandron nel 1908) e le poesie inedite, fedelmente copiate dai manoscritti originali di Versiculi (1882) e In Pace (1885).
Dalle nostre ricerche e studi crediamo di poter affermare che la raccolta di poesie Versi sia confluita in Foglie morte, che il manoscritto Versiculi comprenda anche le poesie della raccolta A Clodia, pertanto, tranne qualche piccolezza, crediamo di aver ricostruito in questo volume tutta l'opera poetica del grande scrittore palermitano Luigi Natoli. 


Luigi Natoli nell'avvertenza al lettore della raccolta di poesie Congedo del 1903 scrive le seguenti parole: "Ho intitolato congedo i pochi versi che veggono la luce in questo volume, perchè con essi voglio prender da vero commiato dall'arte: alla quale avrei voluto dedicar tutto me stesso, se le aspre necessità della vita cotidiana non avessero obbligato il mio spirito a un lavoro, anzi a un continuo travaglio ingrato e logorante". La giusta risposta arriva pochi mesi dopo dall'amico Luigi Pirandello, il quale dopo aver letto questa raccolta di poesie gli invia la seguente lettera: "Caro Luigi, Congedo? Che congedo! Chi può mettere un volume di versi come il tuo non ha il diritto a congedarsi dalle Muse. Del resto, lo so, giuramenti da marinajo! Quando si ha veramente nel sangue il male della poesia, è inutile dire: - Ora basta! - Finchè il tuo sangue scorre e il tuo cuore batte, bisogna che tu faccia versi e versi e versi. Piangi, e noi godremo! Grazie di tutto e un fraterno abbraccio dal tuo Luigi". Ma nonostante queste parole, che avrebbero rincuorato chiunque, Natoli non comporrà più poesie, prestando fede al suo addio in Congedo...
Pagine 278
Copertina di Niccolò Pizzorno