Luigi Natoli: La principessa ladra. Romanzo storico siciliano.

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Ciò che colpisce subito il lettore di un qualsiasi romanzo di Luigi Natoli, è sempre la perfetta ricostruzione storica, fatta senza alcun preambolo, dove personaggi reali e inventati si muovono in perfetta sintonia con un ambiente ricco di particolari, senza mai lasciare nulla al caso. In questi fedeli adattamenti, per la maggior parte palermitani, sono sempre messi in evidenza i contrasti di un’epoca tra le ricchezze e le miserie di una popolazione insoddisfatta, asservita al potere ma dove cova sempre il seme della ribellione.
Il romanzo de La principessa ladra si svolge a Palermo alle soglie del 1800, nel pieno della dominazione borbonica. La duchessa di Canavilla, seduce o illude con la sua bellezza sensuale l’alta aristocrazia di Sicilia, ed è sovrana di un effimero regno nobiliare dedito a feste e divertimenti, che usa a piacimento per raggiungere i suoi obiettivi. Tutto scorre secondo i piani e i desideri della duchessa, finché irrompe nella sua vita un uomo misterioso e audace che le sconvolge la quotidianità, catapultandola in un vortice di sensazioni e avvenimenti del tutto nuovi e inaspettati.
La narrazione, costellata da fatti storici poco noti e da una moltitudine di personaggi indimenticabili, è basata sullo stridore degli opposti. Il bello e il brutto, il buono e il cattivo, l’odio e l’amore si rincorrono in ogni pagina, fondendosi in storie avvincenti e dal respiro universale. Tutto scorre fluido e costante verso l’inaspettato finale, degno di uno dei più grandi scrittori della letteratura italiana.

Pagine 756