I BUONI CUGINI EDITORI

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Gli ultimi saraceni. Romanzo storico siciliano.

Gli ultimi saraceni. Romanzo storico siciliano.

Nessun segugio è così esperto come un uomo che odia. 

Pagine 719 

Riproduzione fedele dell'opera originale pubblicata a puntate per la prima ed unica volta in appendice al Giornale di Sicilia nel 1911.  Il romanzo è seguito dall'ode a Willelmo I dello stesso autore, pubblicata dall'officina tipografica del giornale "Il tempo" nel 1881. 

Fu pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia nel 1911 e non ebbe mai i natali come libro; pertanto, tolti quei pochi fortunati che riuscirono a leggerlo più di cento anni fa, nessun altro ha potuto deliziarsi della brillante inventiva di Luigi Natoli. Questa edizione è la copia fedele di quanto pubblicato sul Giornale ed è impreziosita da una ancor più rara ode a Willelmo I composta dall'autore nell'aprile del 1881. Oggi con grande orgoglio restituiamo queste due opere alla collettività  con la stessa valenza che hanno gli inediti, per gli amanti del genio palermitano e per giustizia nei confronti del grande Luigi Natoli, scrittore e storiografo per anni dimenticato.

Quando morì Ruggero II lasciò uno stato potente, temuto, ricco e glorioso. La Sicilia dominava il Mediterraneo e il suo regno si estendeva per tutta l'Italia meridionale fino alle coste settentrionali dell'Africa, dalla Libia alla Tunisia. Tutto questo ereditò Guglielmo I detto Il malo.

Luigi Natoli ambienta Gli ultimi saraceni proprio in questo periodo storico, ricostruendo fedelmente la figura del re Guglielmo I, con tutto il suo potere e le sue debolezze, facendo anche un lavoro storiografico sugli usi e costumi della corte, le sue alleanze, i suoi avversari politici e i suoi innumerevoli intrighi nel precario equilibrio di una Palermo multietnica, dove arabi, normanni, ebrei e popolani del luogo sono costretti a coabitare in un groviglio d'interessi politici-economici, immersi in un coacervo di odio razziale e religioso, che dalle cospirazioni sfocerà  in più rivolte per la conquista del potere. In questo scenario Orsello di Godrano inseguirà la gloria, l'amore, la fama, sfidando più volte Guglielmo I, stringendo alleanze basate sui solidi sentimenti dell'amicizia e della lealtà. Un romanzo straordinariamente moderno con una ricostruzione storica perfetta, che serba un finale ricco di colpi di scena inseparabili dalla realtà di un secolo fra i più gloriosi del regno di Sicilia.

Willelmo I Siciliae Regi

Willelmo I Siciliae Regi

Il dì 26 aprile 1881 per cura di Monsignor Papardo, arcivescovo di Monreale, furono tumulate in quel Duomo le ceneri di Margherita, moglie di Guglielmo I, e dei figli Enrico e Ruggero... 

In questa solenne occasione Luigi Natoli compone l'ode Willelmo I Siciliae Regi, che nella sua completezza è pubblicata al termine del romanzo Gli Ultimi Saraceni.

Oh, dite: quando voi, morbido sire

da li occhi azzurri e da i capelli d'oro, 

 vedea Majon fuggire 

da l'Aula Verde (2) e da 'l regal lavoro: 

o, quando, Ugo arcivescovo ingannando, 

o bel soldano fulvo d'occidente, 

i telai simulando, (3) 

vi si vedea cercare pe la corte, 

di lascivia fremente, 

le ancelle infide a la regal consorte; 

dite, dite, messere, oggi che morto 

siete, se aveste torto?

 

Dolce de ‘l cielo l’indaco sereno 

ridente dietro i monti s’incurvava;  

molle su ‘l doppio seno, (4) 

cinta di sol, Palermo si cullava;  

s’ergean, sfidando l’aere, trecento 

cupole d’oro; da i giardin saliva 

su l’ali fresche a ‘l vento 

un profumo di zagara, e de i Fiori 

su l’olezzante Riva (5) 

accorrevan donzelle e trovatori,  

e cantavan l’amore e queto ‘l mare 

ascoltava ‘l cantare.

Gli ultimi saraceni

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