Stefano Caso

Il male relativo di Stefano Caso

Il male relativo di Stefano Caso

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Il male relativo di Stefano Caso

Un romanzo senza eroi, dove le voci del male più volgare si confondono con quelle più raffinate, non meno squallide e distruttive.

pagine 209

Disegni di Niccolò Pizzorno

Prezzo di copertina € 17,50

Il male relativo di Stefano caso

Il male relativo di Stefano caso

Tito sono io, cinquantasei anni ben portati, un passato da maestro elementare e un presente da rapinatore, spacciatore, strozzino e affini.

In realtà non mi chiamo Tito ma Gianmaria, un nome da checca che pagherei oro per levarmelo dalla carta d'identità. Se volete farmi imbestialire chiamatemi pure Gianmaria.

 

 

 

Il male relativo di Stefano Caso.

Il male relativo di Stefano Caso.

L'ultima pedata me la tirano nelle natiche, quando sono ormai piegato in due sull'asfalto, con una mano sul volto insanguinato e l'altra a pararmi i bassifondi. Chiudere il pestaggio con un calcio in culo è una sorta di dileggio, un moro per irridere la mia pericolosità, una cortesia per farmi sentire una merda.

Tito, tu vali come merda di mio cane, mi dice infatti uno di loro, quello più piccolo e cattivo.

Gli altri due sghignazzano catarro.

 

Stefano Caso

Stefano Caso

Nato a Cremona e residente in provincia di Udine, Stefano Caso è laureato in filosofia, giornalista, ex docente a contratto di Comunicazione e produzione testuale all'Università di Udine e ora capo ufficio stampa in un ente pubblico.

Dopo aver scritto tre saggi per Hobby&Work (di cui uno pubblicato in allegato a Focus Storia per Gruner+Juhr/Mondadori), nell'aprile 2013 è uscito il suo primo romanzo, D'amore non si muore, un giallo pubblicato per Rusconi Libri. Lo stesso anno, un suo racconto - Princesa - ha fatto parte dell'antologia Nessuna più (Elliot), curata da Marilù Oliva e dedicata al femminicidio. Nel 2014 ha pubblicato il noir Un'elegante ferocia (goWare).