I morti tornano...

I morti tornano...

Dio è giusto e presto o tardi raggiunge chi fa male! 

 

Pagine 363 - Riproduzione fedele dell'opera originale pubblicata a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal gennaio 1931. Il romanzo è compreso anche nella trilogia in unico volume dedicata al Risorgimento siciliano: Braccio di ferro avventure di un carbonaro, I morti tornano..., Chi l'uccise? 

Siamo a Palermo. L'anno è il 1837. Il periodo è turbolento. I tentativi di cospirazione antiborbonica sono complicati dall'insorgenza di una grande epidemia di colera che miete vittime in maniera spaventosa. L'ambientazione storica, il contesto politico e sociale, la tragedia dell'epidemia sono abilmente descritti da Natoli all'interno di questo romanzo appartenente alla letteratura del contagio insieme alle celeberrime opere de "I promessi sposi" di Manzoni e "La peste" di Camus. 

Ne "I morti tornano..." Luigi Natoli lascia parlare da sole le miserie dell'uomo legate al dolore, alla fedeltà, all'onore, all'ira e tutte le altre pulsioni umane che, imbrigliate nelle maglie di una rete di un ineluttabile destino imposto dalle convenzioni, degenerano nella distruzione e nella pochezza dell'animo umano, non più libero e non più nobile. Una storia che proprio nel momento in cui sembra intorcinarsi dentro i canoni del più classico e banale feulleitton, effettua una nuova e inattesa virata rivelando la sua vera natura: quella - appunto - di una storia nera; anzi nerissima. E lo fa togliendo la speranza su tutto, tracciando un vero Noir. Un grande Noir storico. 

Massimo Maugeri

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