Niccolò Pizzorno

Niccolò Pizzorno: Un mondo nuovo.

Niccolò Pizzorno: Un mondo nuovo.

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A volte i morti viventi ritornano a divorare un immaginario composto da simboli non ancora fatti a fettine, fagocitano storie inedite volte ad una rappresentazione geniale di problematiche attuali, le quali vengono deformate dalla lente di una satira sociale votata ad una presa di coscienza demistificante e liberatoria. L'illustratore genovese Niccolò Pizzorno, valente artigiano che si contraddistingue per una tecnica metamorfica, in continua evoluzione, cavalca le sfaccettature ambigue del reale ed elabora un gioco di specchi originale, citazionistico e divertito, proteso verso la grottesca denuncia di quella spiacevole caratteristica propria della stragrande maggioranza dei genovesi: il lamento. Lamento inteso come decadimento del dialogo, origine e termine di ogni spicchio di argomentazione, rinuncia ad una presa di coscienza progressiva, punto di vista monolitico e nucleare, atteggiamento di chiusura verso la novità, cecità ottusa che ferisce l'accoglienza, sonno della ragione che genera mostri. Niccolò Pizzorno ha la pretesa di aprire un'estesa breccia in quella spessa patina di monotonia che addormentata Genova, città timida, suscettibile e avara. Il mezzo espressivo utilizzato per tale scopo è il fumetto, medium in questo caso efficacissimo nel tentativo di configurare in un'anima di carta la protesta splatter verso un atteggiamento mentale autodistruttivo, portatore di uno status autoconservativo atto a demolire ogni possibilità di dialogo e di cambiamento.

Pagine 58 - Prezzo di copertina € 16,50

Glauco Piccione

 

UN MONDO NUOVO sulla rivista SEGNALI DI CONFINE grazie Glauco Piccione per lo spazio dedicato e la bellissima prefazione

Una città decostruita dal gioco dell'horror

 

Le schiere indistinte dei morti viventi deambulano sullo sfondo di una città inerte, che partecipa in maniera passiva ai fatti narrati. La Lanterna, simbolo inossidabile di Genova, si staglia accompagnata da un tramonto insanguinato, lo sfondo dannatamente urbano è accarezzato da un'aria macabra, portatrice di schizzi di sangue e disturbanti rumori. La città vecchia, nucleo storico del capoluogo genovese, con i suoi labirinti di vicoli, con la sua sovrapposizione dissanguata di sestieri (Prè, Portoria, Molo, Maddalena, San Vincenzo, San Teodoro) offre al fumettista-pittore possibilità grafiche inesauribili. Le tenui sfumature acquarellate, i chiaroscuri esasperati e catacombali accentuano le tese sequenze d'azione di un fumetto privo di dialogo, sorretto soltanto da un'inappagabile invenzione visiva e da suggestivi suoni onomatopeici. I caratteristici vicoli del centro storico genovese vengono ripresi con una prospettiva claustrofobica, incombente dall'alto come un dardo accuminato che incute timore. Il quartiere della Maddalena, antico centro del potere economico cittadino, il Porto Antico, con le gigantesche navi ormeggiate, le carrucole arrugginite e le officine, il futuristico Bigo, struttura architettonica progettata da Renzo Piano, il Palazzo delle Compere di San Giorgio, complesso miscuglio tra architettura rinascimentale e medievale, accompagnano il macabro balletto di guerra di una protagonista in lotta contro un'orda di esseri senza volontà. Lo scenario urbano viene descritto in modo chiaro, tanto che l'ipotetico itinerario tracciato dalla tenace eroina si potrebbe percorrere, concretamente, a piedi. La mappa dettagliata della città filtra tra le pieghe del cartoon fino a rivelarsi riconoscibile, ammiccante, palese.

Glauco Piccione

Un gruppo invisibile di coraggiosi si oppone alla catastrofe

Un gruppo invisibile di coraggiosi si oppone alla catastrofe

Un gruppo invisibile di coraggiosi si oppone alla catastrofe

 

I voraci cadaveri barcollanti sono spinti, come da tradizione, da una fame inestinguibile di carne umana. Ma la causa scatenante di questa incontrollabile epidemia non è più una formula magica che legittima un rito di magia nera, una droga futuribile, un virus sfuggito da un laboratorio, un ceppo batterico sconosciuto. Il colpevole di questa tremenda invasione, come si è precedentemente accennato, è il "mugugno", onomatopeica voce che indica il brontolio caratteristico dei genovesi. La sequenza e la scansione delle vignette che compongono le tavole del fumetto corrono ipercinetiche, veloci come la contemporaneità e i videogame: non c'è tempo per indagare la portata dell'epidemia. Tuttavia la rara presenza umana, il desolato scenario post apocalittico lasciano presagire ad una diffusione incontrollata, tutt'altro che capillare, di questo nocivo fenomeno. Soltanto la sexy eroina dai capelli rossi, donna forte con la pelle abbellita dai tatuaggi, si oppone alla spiacevole situazione, aiutata da un coprotagonista muscoloso e dalla presenza nascosta, appena percepibile attraverso i numerosi indizi sparsi nella tavole colorate, di quelle realtà che si ribellano al "mugugno" aderendo all'unica soluzione possibile: lottare per quelle cause giuste che aiutino a ottenere dei risultati, identificabili, in questo caso, con l'esercizio concreto e costante delle proprie attitudini. Le scritte e i loghi seminascosti vogliono documentare l'esistenza di una costellazione di superstiti orgogliosa della sua inarrestabile lotta, resa quasi invisibile da una passerella di monotonia e di piattume. Tra questi alleati si riconoscono, ad esempio, la Pasticceria Liquoreria Marescotti di via di Fossatello, una garanzia culinaria, scrigno di prelibatezze e particolari aperitivi, l'Armeria Giacomo Rossi di via San Pietro della Porta, rifornita di qualsiasi arma per tiro o caccia, il progetto PLUR, collettivo di artisti che esplora vari territori dell'arte con curiosità e intelligenza, l'AMa (Associazione Abitanti Maddalena), impegnata nella valorizzazione e riqualificazione di un quartiere, quello della Maddalena, non facile, soggetto a frequenti episodi di degrado.

Proprio dalla collaborazione tra il collettivo PLUR e AMa nascerà "Un mondo nuovo", costruttivo evento che avrà il merito di ospitare il nucleo originario di questa storia a fumetti, da cui l'autore prenderà poi affetuosamente in prestito il titolo dello stesso per descrivere una storia che ha l'ambizione di trasmettere una scossa positiva, che aiuti a parlare di persone e cose taciute o ignorate. Perché si possono trovare nuove cause per cui combattere anche nelle situazioni più drammatiche, stimoli coraggiosi utili per costruire un futuro più radioso, per quanto difficoltoso e incerto.

Glauco Piccione

 

Niccolò Pizzorno

Niccolò Pizzorno

Nasce a Genova il 4 dicembre 1983. Vive a Tiglieto fino al 1995, poi si trasferisce a Genova, dove segue gli studi artistici: Liceo Artistico N. Barabino, Accademia linguistica di belle arti di Genova, e infine la scuola Chiavarese del fumetto.

Si occupa principalmente di illustrazione e grafica ma anche di tecniche calcografiche: Acquaforte, Acquatinta, Puntasecca.

E' stato l'artista presente con il maggior numero di disegni nel progetto editoriale per la gallery novel "Settimo Plenilunio" e ha illustrato, assieme a Ludwing Brunetti il romanzo "Jacopo Flammer e il popolo delle Amigdale". E' anche sua quella di "Jacopo Flammer nella terra dei Suricati".

Ha illustrato tutte le copertine della "Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli" e quella del romanzo di Monica Bartolini "Persistenti tracce di antichi dolori". Ha arricchito con illustrazioni interne i romanzi "Alla guerra!" e la trilogia "Braccio di Ferro avventure di un carbonaro - "I morti tornano..." - Chi l'uccise?".