Carlo Oliveri: L'orefice zoppo

Carlo Oliveri: L'orefice zoppo

Palermo 1974. È una domenica soleggiata, ma non una come tante altre. C’è l’austerity. Molti governi dei paesi occidentali per contenere il consumo energetico del petrolio hanno emanato notevoli misure di risparmio. Fra queste c’è il divieto di circolazione delle autovetture. Anche Palermo non si sottrae a questa imposizione, e proprio grazie a questo molti abitanti del capoluogo iniziano a rivivere le domeniche godendosi la propria città. 

E'  il caso di Giovanni che dopo una lunga passeggiata nel viale della Libertà adesso sta sorseggiando un caffè nel centralissimo bar Roney. La sua è una vita serena. Un lavoro che lo soddisfa, nessun problema economico, un amico fraterno, Piero, col quale è cresciuto e una mamma fantastica. Gli manca una donna, però da un po’ di tempo nella sua bottega di orafo ai Quattro Canti c’è una cliente speciale: Lucrezia ed è bellissima.

All’improvviso alcuni colpi di pistola squarciano il silenzio domenicale. Nella traversa accanto si è consumato un omicidio. Giovanni riconosce un volto tra la folla di curiosi ma non da peso a quello che vede perché il suo cuore è pieno di Lucrezia, ma poi inevitabilmente il corso degli eventi insieme a delle scoperte inaspettate, lo porterà a indagare in un vortice di emozioni e colpi di scena narrati con delicatezza e sapiente uso della suspence.