Luigi Natoli: Squarcialupo

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Pubblicato per la prima volta a puntate in appendice al Giornale di Sicilia il 02 febbraio 1924, oggi, febbraio 2015, Squarcialupo di Luigi Natoli viene pubblicato per la prima volta in libro da I Buoni Cugini Editori di Ivo Tiberio Ginevra.

Giovan Luca Squarcialupo, un eroe che aveva a cuore le sorti della sua Sicilia dominata dal ferro spagnolo, e che fu il primo, nel 1517, ad impugnare le armi per cacciare l'invasore e sognò una repubblica democratica.
Di lui e della sua opera non è rimasto più nulla che lo ricordi, ad eccezione di una lapide e una via nel centro storico di Palermo.

Luigi Natoli: Squarcialupo - Pensiero

Luigi Natoli: Squarcialupo - Pensiero

...All’amore per la donna ho sostituito un altro amore, del quale Lucrezia non può essere gelosa: quello per questa terra nostra. Ed è amore grande e puro anche questo, Tristano. Forse più grande dell’altro, perché domanda sacrifizi, e non dona: e tuttavia rende immortali gli uomini.

 

...Prima di essere innamorato voi eravate cittadino; e la terra che vi diede i natali, la terra che i vostri occhi videro per la prima, deve seder prima nella vostra mente, nel vostro cuore!... Ah! ecco perchè non sappiamo riprendere l’antica indipendenza: ecco perché non sappiamo esser liberi!... Le anime nostre si sono avvilite nell’egoismo, e al bene comune antepongono il proprio tornaconto... Io credevo di aver forgiato il vostro cuore, Tristano: di avervi trasfuso una parte della fiamma che arde nel mio; pensavo che voi sareste stato domani l’eroe della patria: Bruto o Camillo, Giovan da Procida o Alaimo da Lentini... (*) Ahimè! voi preferite rassomigliare all’eroe di cui portate il nome e languire d’amore!... Levatevi su, Tristano Buondelmonti!... La patria prima di tutto!...

 

Luigi Natoli - Squarcialupo: Booktrailer

Luigi Natoli: Chi era Giovan Luca Squarcialupo?

Luigi Natoli: Chi era Giovan Luca Squarcialupo?

 Il romanzo venne pubblicato per la prima volta a puntate in appendice al  Giornale di Sicilia il 02 febbraio 1924; oggi viene pubblicato per la prima volta in libro da I Buoni Cugini Editori di Ivo Tiberio Ginevra. Così ce lo presenta Luigi Natoli, nel suo romanzo storico "Squarcialupo". 

"Giovan Luca Squarcialupo apparteneva a una di quelle famiglie pisane, che esercitando traffici e tenendo banchi, avevano acquistato ricchezza e nobiltà. Era giovane. Pochi anni innanzi aveva preso moglie; ma dieci mesi dopo era rimasto vedovo. Viveva quasi appartato, badando al banco, e coltivando lo spirito con la lettura. Era stato alunno di un dotto umanista, che gli aveva fatto prendere amore ai grandi scrittori latini; ed egli leggeva con preferenza Livio e Virgilio. Ma leggeva anche certe cronache manoscritte della repubblica di Pisa, e altre del regno normanno e svevo di Sicilia e del Vespro.

Il signor Giovan Luca abitava nella strada della Loggia dei Pisani, proprio quella che anche oggi conserva l’antico nome. Molte famiglie della “nazione” pisana stavano da quella parte, e nella strada di san Francesco: e gli Squarcialupo venivan da Pisa, e avevano il loro banco nella Loggia. Allora la strada si prolungava, perché la via Marmorea o Cassaro finivano a Sant’Antonio: e dovevan passare cinquant’anni all’incirca, perché fosse prolungato fino alla chiesa di Porto Salvo, tagliando strade, e abbattendo case."

La personalità e il sogno di Giovan Luca Squarcialupo si deducono da brani come questi:

"- Signor Giovan Paolo, non è soltanto voi che bisogna vendicare. L’ingiuria fatta a voi è la goccia d’acqua che fa traboccare il vaso. L’oltraggio di Lucrezia fece cacciare i tiranni da Roma e quello di Virginia servì per restituire a Roma la libertà perduta... Lasciate che vostra figlia sia la causa prossima per cacciare questi barbari, che troppo a lungo sono rimasti in Sicilia a suggerci il sangue. Noi invocheremo la legge: il vicerè negherà la giustizia: ebbene, come il tribuno Virginio, io chiamerò il popolo a far le vendette di tutti; e le vendette del popolo sono più grandi, più tremende, più giuste: perché è Dio che guida i popoli". - Disse queste parole con un tono così solenne e profetico, che il vecchio barone lo guardò con maraviglia e ammirazione. Giovan Luca gli sembrò più alto, più grande, con l’aspetto di uno di quei personaggi eroici della storia evocata. Borbottò qualche parola, ma parve rimettersi. Subiva il fascino di quella voce, di quel gesto, di quella passione per la libertà che sfavillava negli occhi del giovane, e lo illuminava di una nuova luce.

 "Parlava col volto acceso da una fiamma interna, che rendeva calda e appassionata la parola. Tristano, sebbene avesse gran premura di andarsene, ne rimaneva talvolta preso, e lo ammirava: e gli pareva che Giovan Luca si ingrandisse, e si illuminasse di una luce nuova. Non era più quel pensoso, che pareva sdegnoso di parlare, o parlava breve e a sentenze: pareva qualcosa fra l’oratore e il condottiero; un sovvertitore di popolo e un dominatore. Certamente aveva un’idea, che non rivelava ancora, forse era l’idea madre, dalla quale si generavano tutte le sue azioni, anche caute, quasi saggiature; ma che al momento opportuno, si sarebbero svolte in tutta la loro pienezza. Con tutto ciò appariva agli occhi di Tristano come un uomo nuovo."

"Giovan Luca attendeva a preparare i modi e i mezzi per attuare quel suo vecchio disegno di riscossa per cacciare lo straniero, e istituire un governo democratico, come quello che fece la gloria di Pisa. Era l’idea accarezzata fin da quando cominciò a leggere le pagine di Livio, maturatasi col progredire negli studi umanistici, fattasi assillante in quei rivolgimenti, e allo spettacolo delle violenze e delle ladronerie del vicerè don Ugo. Che quelli non fossero tempi di repubblica, che questa repubblica vagheggiata da lui era un anacronismo, sfuggiva alla esaltazione del suo spirito, che lo illudeva di speranze e di sogni eroici."

 

Luigi Natoli - Squarcialupo: La chiesa dell'Annunziata

Luigi Natoli - Squarcialupo: La chiesa dell'Annunziata

La chiesa dell'Annunziata, oggi non più esistente perché bombardata durante la seconda guerra mondiale: cornice della parte centrale del romanzo Squarcialupo di Luigi Natoli. 

La chiesa dell’Annunziata era stata eretta da pochi anni sulle rovine di un’altra chiesa distrutta nel secolo XIV; e accanto ad altra, dello stesso titolo, appartenente a confrati, che però l’avevano abbandonata, e avevano trasportato il loro archivio, il sagramento, i vasi, tutto insomma nella nuova; che esiste tutt’ora,(*) nella sua graziosa forma originale, accanto all’edifizio del Conservatorio di Musica, dentro il quale si trovano il portico e gli avanzi della chiesa dei confrati. Allora questo portico e la chiesa abbandonata comunicavano con la nuova. 

(*) Nel 1924

 

Luigi Natoli: Squarcialupo. Quarta di copertina

Luigi Natoli: Squarcialupo. Quarta di copertina

La cospirazione di Giovan Luca Squarcialupo, nata da generosi sentimenti, si svolse con mezzi inadeguati e senza un fine determinato, ma con questa dello Squarcialupo comincia la serie delle sommosse, delle cospirazioni, delle rivoluzioni contro la Spagna, segno di irrequietezza per la perduta indipendenza della Sicilia.

Così scriveva Luigi Natoli nel suo Storia di Sicilia, di questo eroe che aveva a cuore le sorti della sua terra dominata dal ferro spagnolo.  Squarcialupo fu il primo ad impugnare le armi per cacciare l’invasore e sognò una repubblica democratica. Di lui e della sua opera, non è rimasto più nulla che lo ricordi ad eccezione di una lapide e una via nel centro storico di Palermo che porta il suo nome.

Fra storia e leggenda il grande romanziere siciliano ricostruisce la figura di Squarcialupo in una Palermo dei primi del 1500, martoriata dall’inquisizione, dal giogo dei dominatori spagnoli e lacerata dalle rivalità interne fra le baronie siciliane.

Apparso in appendice al Giornale di Sicilia a partire dal 2 febbraio 1924 è oggi per la prima volta pubblicato in libro e restituito alla collettività, ed ai lettori amanti delle opere di Luigi Natoli che hanno atteso 91 anni prima di poterlo avere nelle proprie librerie accanto agli altri capolavori immortali del grande scrittore palermitano.

L’editrice Gutemberg  che per prima pubblicò i romanzi di Luigi Natoli definiva eletta ed altamente appassionante la lettura dell’opera del grande e geniale William Galt  e concludeva con l’esortazione a diffondere questi romanzi perché vuol dire fare opera da vero siciliano, perché tutti devono conoscere la storia e devono sapere che non esistono solo uomini di mafia e di prepotenza; ma anche uomini di cuore che sanno sacrificarsi e proteggere i deboli. Squarcialupo è uno di questi.

Luigi Natoli: Squarcialupo. 02 febbraio 1924.

Luigi Natoli: Squarcialupo. 02 febbraio 1924.

La prima puntata, pubblicata in appendice al Giornale di Sicilia il 02 febbraio 1924