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Tranne qualche rara eccezione tutti i romanzi di Luigi Natoli furono pubblicati in appendice al Giornale di Sicilia con lo pseudonimo di William Galt. Alcuni di questi ebbero la fortuna di essere stampati in libro grazie all’interessamento di qualche casa editrice, mentre altri rimasero nelle ingiallite pagine dei Giornali abbandonati a un ingrato oblìo.

A partire dal 2014 la nostra casa editrice, dopo un complesso lavoro di ricerca e ricostruzione ha pubblicato questi romanzi dimenticati e finalmente capolavori come Alla guerra! – Squarcialupo – Gli ultimi saraceni sono stati restituiti al pubblico, alcuni anche a distanza di cent’anni. I mille e un duelli del bel Torralba è l’ultima di queste opere strappata da noi all’abbandono.

Oggi, dopo tanti anni  dalla loro apparizione sul Giornale di Sicilia, questi romanzi rivivono per la prima volta in un libro, incontrando nuovi lettori, come se si trattasse di un inedito.

Un inedito di lusso.

I mille e un duelli del bel Torralba: pubblicato per la prima ed unica volta in appendice al Giornale di Sicilia dal 1 febbraio 1926

I mille e un duelli del bel Torralba: pubblicato per la prima ed unica volta in appendice al Giornale di Sicilia dal 1 febbraio 1926

I mille e un duelli del bel Torralba – Pag. 460 – Fabrizio è il secondogenito della nobile famiglia dei Torralba. In base alle leggi del tempo, titoli e ricchezze sono tutti del primo figlio maschio. A lui e al fratello minore spetta solo il cavalierato e un misero assegno mensile, troppo poco per chi ha lo smisurato bisogno di affermarsi nella società che conta. Troppo poco per chi ha un temperamento irrequieto e ribelle; per chi ama l’avventura, le donne, la bella vita e per Fabrizio di Torralba tutto questo è sempre poco e tutto converge nella punta della sua lama. Strana vita la sua, che l’obbligava a stare sempre con una spada in pugno. Ma Fabrizio è anche portatore dei nobili valori dell’animo, e accorre di continuo in difesa degli oppressi e indifesi. Tutela il suo onore e quello di chi gli sta accanto, meglio se è di una bella dama.

In questo romanzo del grande narratore siciliano, Fabrizio di Torralba non è l’unico protagonista e divide le scene con la ricchissima Palermo borbonica del primi dell’800, fedele al re e al contempo incubatrice di idee giacobine, sotto l’influenza inglese e la rassegnazione di un popolo affamato.

Alla guerra! pubblicato per la prima ed unica volta a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 19 ottobre 1914

Alla guerra! pubblicato per la prima ed unica volta a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 19 ottobre 1914

pag. 954 – A distanza di cent’anni esatti, e in occasione del centenario della prima guerra mondiale, rivive oggi questo romanzo di Luigi Natoli. Mai pubblicato in libro, oppure a fascicoli rilegati, apparve per la prima e unica volta in appendice alle pagine del Giornale di Sicilia in 204 puntate dal 19 ottobre 1914, Alla guerra! “è il romanzo della guerra contemporanea; è la storia ravvivata dalla fantasia coloritrice dell’artista; è la visione di ciò che imperfettamente, affrettatamente, succintamente, e spesso contraddicendosi, comunica il corrispondente telegrafico; è l’episodio, è il gesto umano, l’interpretazione dell’anima, la visione della tremenda realtà, dello scatenarsi di tutti gli istinti belluini primitivi, del fiorire di tutti i sentimenti più generosi e più gentili; dell’eroismo feroce. Ed è anche la storia del grande conflitto europeo, vista in quello che ha di più sicuro, di accertato, scevro dalle esagerazioni e dai vilipendi.

Alla guerra! si svolge intorno a una dolce ed eroica storia d’amore, che per la drammaticità degli episodi, ora teneri e appassionati, ora eroici o tragici, affascina il lettore, ne incatena l’attenzione, ne desta l’interesse; lo fa palpitare, esultare, vivere coi personaggi, attraverso questo grande, immenso incendio che devasta mezza Europa”.

Luigi Natoli scrive un romanzo dal respiro universale che inaspettatamente non narra della sua amata Sicilia (luogo di ambientazione di tutte le sue opere), ma di una Francia aggredita, mutilata e orgogliosa che respinge l’avanzata tedesca con eroismo e spirito di sacrificio, aggrappata ai valori intramontabili della Patria, della Famiglia e dell’Amore.

Chi ha detto che “I Beati Paoli” è il capolavoro di Luigi Natoli, forse non ha letto o potuto leggere “Alla guerra!” se lo avesse fatto, ora come allora, probabilmente direbbe “Alla guerra!”.

 

Gli ultimi saraceni, per la prima volta in libro a 104 anni dalla sua prima e unica pubblicazione in appendice al Giornale di Sicilia dal 05 agosto 1911

Gli ultimi saraceni, per la prima volta in libro a 104 anni dalla sua prima e unica pubblicazione in appendice al Giornale di Sicilia dal 05 agosto 1911

Fu pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia nel 1911 e non ebbe mai i natali come libro; pertanto, tolti quei pochi fortunati che riuscirono a leggerlo più di cent’anni fa, nessun altro ha potuto deliziarsi della brillante inventiva di Luigi Natoli. Questa edizione è la copia fedele di quanto pubblicato sul Giornale ed è impreziosita da una ancor più rara ode a Willelmo I composta dall’autore nell’aprile del 1881. Oggi con grande orgoglio restituiamo queste due opere alla collettività con la stessa valenza che hanno gli inediti, per gli amanti del genio palermitano e per giustizia nei confronti del grande Luigi Natoli, scrittore e storiografo per anni dimenticato.

Quando morì Ruggero II lasciò uno stato potente, temuto, ricco e glorioso. La Sicilia dominava il Mediterraneo e il suo regno si estendeva per tutta l’Italia meridionale fino alle coste settentrionali dell’Africa, dalla Libia alla Tunisia. Tutto questo ereditò Guglielmo I detto Il malo.

Luigi Natoli ambienta Gli ultimi saraceni proprio in questo periodo storico, ricostruendo fedelmente la figura del re Guglielmo I, con tutto il suo potere e le sue debolezze, facendo anche un lavoro storiografico sugli usi e costumi della corte, le sue alleanze, i suoi avversari politici e i suoi innumerevoli intrighi nel precario equilibrio di una Palermo multietnica, dove arabi, normanni, ebrei e popolani del luogo sono costretti a coabitare in un groviglio d’interessi politici-economici, immersi in un coacervo di odio razziale e religioso, che dalle cospirazioni sfocerà in più rivolte per la conquista del potere. In questo scenario Orsello di Godrano inseguirà la gloria, l’amore, la fama, sfidando più volte Guglielmo I, stringendo alleanze basate sui solidi sentimenti dell’amicizia e della lealtà. Un romanzo straordinariamente moderno con una ricostruzione storica perfetta, che serba un finale ricco di colpi di scena inseparabili dalla realtà di un secolo fra i più gloriosi del regno di Sicilia.

Squarcialupo, pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 2 febbraio 1924.

Squarcialupo, pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 2 febbraio 1924.

La cospirazione di Giovan Luca Squarcialupo, nata da generosi sentimenti, si svolse con mezzi inadeguati e senza un fine determinato; ma con questa dello Squarcialupo comincia la serie delle sommosse, delle cospirazioni, delle rivoluzioni contro la Spagna, segno di irrequietezza per la perduta indipendenza della Sicilia.

Così scriveva Luigi Natoli nel suo Storia di Sicilia, di questo eroe siciliano che aveva a cuore le sorti della sua terra dominata dal ferro spagnolo.

Giovan Luca Squarcialupo fu il primo ad impugnare le armi per cacciare l’invasore dall’isola e sognò una repubblica democratica. Di lui e della sua opera, non è rimasto nulla che lo ricordi ad eccezione di una lapide e una via nel centro storico di Palermo che porta il suo nome.

Fra storia e leggenda Luigi Natoli con pseudonimo di William Galt, ricostruisce la figura di Squarcialupo e di una Palermo dei primi del 1500, martoriata dall’inquisizione, dal giogo dei dominatori spagnoli, dalle rivalità interne fra le baronie siciliane.

Apparso unicamente in appendice al Giornale di Sicilia a partire dal 2 febbraio 1924, è oggi per la prima volta pubblicato in libro e restituito alla collettività, ed ai lettori amanti delle opere di Luigi Natoli che hanno atteso novantuno anni prima di poterlo avere nelle proprie librerie accanto agli altri immortali capolavori usciti dalla sua feconda vena creativa.

L’editrice Gutemberg che per prima pubblicò i romanzi di Luigi Natoli definiva “eletta ed altamente appassionante la lettura dell’opera del grande e geniale William Galt” e concludeva con l’esortazione a diffondere questi romanzi ed a “fare opera da vero siciliano, perché tutti devono conoscere la storia e devono sapere che non esistono solo uomini di mafia e di prepotenza; ma anche uomini di cuore che sanno sacrificarsi e proteggere i deboli”.

Giovan Luca Squarcialupo fu uno di questi.