Giocare con le parole può essere pericoloso, come scherzare con il fuoco. Gigi e Chiara lo scoprono a spese loro, quando oramai il gioco si è spinto troppo avanti. Quel gioco che ha inventato Gigi, quello di chattare con gli sconosciuti spacciandosi per qualcun altro, rischia di portarlo alla rovina. E Chiara si ritrova a esserne protagonista, a sua insaputa. Il bisogno di emozionarsi contro l'esigenza di controllare tutto e tutti; la voglia di sentirsi vivi contro le cervellotiche aberrazioni di una mente perversa. Da questo conflitto scaturiscono inquietanti interrogativi e colpi di scena.

Un romanzo psicologico dalle tinte noir, che invita il lettore a mettersi "scomodo", sempre pronto a cambiare posizione, per poi alla fine lasciarlo spiazzato.

Pagine 120

Foto in copertina: Maria Luisa Lamanna 

Dalla recensione di Cecilia Lavopa

Dalla recensione di Cecilia Lavopa

http://contornidinoir.it/2018/07/ivan-ficano-cosa-vuoi-sentirmi-dire/

Quanto sono importanti le parole? Quanto possono pesare o, al contrario, alleggerire una verità?

Anni fa mi cimentai nella lettura di un autore, Josè Saramago. Il libro era “Cecità” e io rimasi sconcertata dallo stile senza punteggiatura, senza le regole più elementari della forma delle frasi. Il suo modus anticonformista mi incuriosiva, oltreché il testo così potente, così attuale, come quel romanzo. Non è facile colpire un lettore ossessivo compulsivo come me, a un certo punto le storie si somigliano, le trame si intrecciano, gli stili si confondono. E il gioco di parole che Ivan Ficano fa con questo testo va al di là della punteggiatura. Ho cominciato storcendo il naso, chiedendomi il motivo per cui puntare su questa particolarità, ma dopo una decina di pagine ero talmente spinta dalla curiosità, che ho dimenticato tutto il resto.

Ma chi sono i protagonisti di questo libro? Sono Gigi e Chiara, all’inizio due perfetti sconosciuti uno per l’altra. Ma il destino può cambiare. O “si può” cambiare? Gigi è molto sicuro di sé e della sua parlantina, sa cosa gli altri vogliono sentirsi dire e agisce di conseguenza. E’ come se una donna indossasse un abito inadeguato e gli ponesse la domanda “Come mi sta?” e lui sa cosa vuol sentirsi rispondere: “Bene!” E’ bravo, Gigi, con le parole. Gli amici lo sanno, lo ammirano per questa dote, vorrebbero essere come lui. Ma siccome non lo sono, si affidano alle su capacità per trovare le parole adatte alle varie situazioni. Inizia così un vortice di inganni, di seduzioni, di  giochi di luci e ombre. Lo sa bene Chiara, che dalle sue frasi si fa incantare, ne diventa dipendente. Chiara che si trova sotto i riflettori, bella e affascinante. I sentimenti per Gigi sono forti, ma anche contrastanti.

E’ un rapporto di coppia come tanti altri, con i suoi alti e bassi. Ma Ficano ci manda segnali ben precisi: attenzione, lettori. Quello che state leggendo è un sottile e perverso monito ai sistemi di comunicazione che abbiamo oggi, basati su una tastiera e un video, che sia un telefono o un computer, dietro i quali non sappiamo mai chi ci sia davvero.

Non a caso, i telegiornali sono pieni di notizie di questo tipo: adolescenti che si fanno adescare da maturi pedofili che si spacciano per ragazzini, donne e/o uomini alla ricerca di una “relazione” internautica, poco impegnativa e border line dal punto di vista del presunto tradimento del coniuge. Come se a parlare di sesso senza vedersi o conoscersi sia meno grave. Ma cosa attira l’essere umano a partecipare a questi giochi virtuali? In un mondo in cui la notizia arriva quasi ancora prima che accada e la foto di bambini morti gira sul web come fosse normale, in un mondo in cui ci siamo abituati a vedere il male e rimanerne anestetizzati, ma stupidamente ci facciamo conquistare dall’ignoto al di là dello schermo, questo libro inganna anche noi, come lettori, convinti di trovarci di fronte a un divertissement che cela un noir, cupo e avvolgente. E se Gigi, con le parole, è un vero affabulatore, lo è anche Ivan Ficano, che ci conduce sadicamente a un finale che lascia basiti.

Riporto un pezzo che mi è piaciuto molto di questo libro:
“(..) è così che si fa, bisogna dire ciò che gli altri vogliono sentirsi dire. È così che si sta bene in questo mondo del cazzo, con i pensieri degli altri e con le parole che piacciono agli altri. Tu dici le cose che vanno dette e gli altri lo chiedono a te. Chiedere “cosa vuoi sentirmi dire?” e dire esattamente quello. E ognuno intanto si tiene i propri pensieri, chi se ne fotte di dire la verità, ché la verità è un fatto privato, una questione intima.

Vado un momento fuori tema, se così si può dire, in merito ad una delle tante richieste di recensioni che ricevo puntualmente da editori o scrittori e, in un caso particolare, la lettura non è stata foriera di un parere estremamente positivo: molti refusi, storia non strutturata, inesperienza. La critica è stata severa, ma sempre nel rispetto del lavoro altrui e con l’obiettivo di far notare le carenze e fare in modo che uno cresca e si migliori. La reazione è stata aspra, feroce, con l’arroganza di chi non ama il confronto. Ed è qui che calza a pennello la frase che vi ho riportato. E voi, cosa vorreste sentirvi dire? Le parole hanno un peso, ce lo ricorda Ficano. Una storia originale che mi auguro non rimanga un prodotto di nicchia, considerato il target delle pubblicazioni di questi ultimi anni.

Cecilia Lavopa

Dalla recensione di Warlandia.it

Oggi parliamo di Cosa vuoi sentirmi dire, pubblicato da I buoni cugini EDITORI. 

E’ il primo romanzo di Ivan Ficano (Twitter) e ho difficoltà a collocarlo in uno specifico ambito narrativo. Direi che è un libro sulle parole e sul potere che esercitano sulla vita di ciascuno di noi. 

Ivan ama la narrazione e percepisce la potenza delle parole fino al punto da scrivere una storia che parla di scrittura. Una storia sul potere delle parole o sull’inutilità delle stesse quando vengono private di un significato vero. 

I protagonisti del romanzo sono Chiara e Gigi, due innamorati che vivono una vita normale. All’inizio è tutto bellissimo, ciascuno dei due ha attenzioni particolari per il proprio compagno. Piano piano, però, sopraggiunge la noia e l’abitudine e la storia si appiattisce.

Gigi inizia per gioco a chattare per conto dei suoi amici. Nel tempo, quel gioco iniziato per caso, mette in mostra la sua particolare capacità di gestire rapporti a distanza tramite le parole. Il gioco si trasforma presto in un lavoro parallelo e segreto mediante il quale Gigi si sostituisce a molte persone per scrivere e leggere le chat al posto loro. Arriva, persino, ad inventare un software che gli consenta di farlo per un grandissimo numero di persone.

Arrivereste a pagare qualcuno per rispondere al posto vostro ai messaggi di WhatsApp? Ci sono persone iscritte a decine di gruppi con migliaia di messaggi inutili ogni giorno che si trovano sommersi, ma non hanno il coraggio di uscire da quel vortice di parole per non offendere qualcuno, per non perdersi qualcosa.

Gigi lo capisce e ne fa un mestiere.

La sua vita privata, di conseguenza, va a rotoli proprio perché Gigi dedica troppo tempo a questa attività piuttosto che a Chiara.

L’altro personaggio principale è proprio Chiara. Una donna apparentemente normale, che desidera una vita e una famiglia normale. In realtà anche lei ha desideri profondi e bisogni inespressi. Vive con fatica la normalità della sua relazione e muore dentro all’idea di sprecare la sua vita in un rapporto che sembra divenire sempre più inconsistente.

Il gioco perverso di scrivere e dire quello che gli altri non hanno voglia di dire trasporterà Gigi e Chiara in una dimensione irreale. Per uscire dal vortice sarà necessario saltare oltre il confine della narrazione e affrontare la vita reale.

Un romanzo particolare che consiglio vivamente di leggere.

http://www.warlandia.it/magazine/index.php/2018/03/19/cosa-vuoi-sentirmi-dire-di-ivan-ficano/

 

Dalla recensione di "Il sitodisicilia.it"

Dalla recensione di "Il sitodisicilia.it"

“Ora hai capito perché non ti ho mai detto del mio lavoro. Io non spio solo l’intimità della gente a loro insaputa. Quello che faccio è molto peggio. Io entro nelle persone, nella loro stessa anima”.

Giocare con le parole può essere pericoloso, come scherzare con il fuoco. Gigi e Chiara lo scoprono a spese loro, quando ormai il gioco si è spinto troppo in avanti. Quel gioco che ha inventato Gigi, quello di chattare con gli sconosciuti spacciandosi per qualcun altro, rischia di portarlo alla rovina. E Chiara si ritrova ad esserne protagonista, a sua insaputa.

” Cosa vuoi sentirmi dire “ (I Buoni Cugini Editori, 115 pagg., €13,00) è il libro d’esordio di Ivan Ficano, un ingegnere palermitano di 43 anni, che lavora come ricercatore in una multinazionale nel settore dell’Information Technology, padre di due figli, con la passione per il tennis e per la scrittura, che presenterà l’opera domenica 3 dicembre, alle 18.30, al Teatro Mediterraneo Occupato (padiglione 1 Fiera del Mediterraneo) dialogando con lo scrittore Rosario Palazzolo, che è anche attore e regista teatrale, oltre ad essere stato suo vero e proprio mentore per la realizzazione di questa sua prima opera.

Dal conflitto tra il bisogno di emozionarsi e l’esigenza di controllare tutto e tutti, e dalla voglia di sentirsi vivi contro le cervellotiche aberrazioni di una mente perversa, scaturiscono inquietanti interrogativi e colpi di scena. E’ un romanzo psicologico dalle tinte noir, quello di Ficano, che invita il lettore a mettersi “scomodo”, sempre pronto a cambiare posizione, per poi alla fine lasciarlo spiazzato. 

Gigi fa uno strano gioco, per divertirsi con i suoi amici: prende il cellulare di Mimmo, o di Andrea, o di chiunque gli capiti a tiro, e manda messaggi a una donna presa a caso dalla lista dei contatti. Inizia a chattare, rubando l’identità dell’amico, e il gioco va avanti. 

Ed è un vero talento, quello di Gigi. Il gioco funziona, gli esiti sono sorprendentemente efficaci, la cosa inizia a diventare interessante. Tanto che gli amici adesso gli chiedono di giocare… e giocare… Fino a quando il giro si allarga e il gioco diventa un secondo lavoro. Gigi adesso chatta per professione, ma nessuno deve saperlo. Neanche Chiara, che Gigi ha conquistato con questo stesso gioco, di cui diventa allo stesso tempo vittima e protagonista inconsapevole. Perché il gioco prende una strana piega, inaspettata.

Gigi inizia a condurre una vita parallela, fatta di migliaia di messaggi, di frasi, di parole inventate, finte, create appositamente per clienti che in alcuni casi neanche conosce. Ma il giocattolo si può rompere da un momento all’altro. Ed è di quei giocattoli che quando si rompono fanno molto male. 

La domanda è: le parole, anche quando sono vere, fino a che punto lo sono? Cos’è che ci dà la capacità di fidarci di quello che sentiamo, e perfino di quello che diciamo noi stessi? 

Mentre Gigi crede di reggere i fili dei suoi personaggi, in una fusione tra realtà ed immaginazione, Chiara vive la sua vita, da donna, da essere umano. Due esistenze si incrociano, due modi di stare al mondo si scontrano. Da un lato l’esasperata voglia di controllare tutto, dall’altro il bisogno di sentirsi vivi a qualunque costo. È da questo conflitto che scaturiscono colpi di scena e interrogativi inquietanti sulle relazioni umane, e sulla disperata ricerca di una salvezza forse ancora possibile. 

Ficano da sempre affascinato dalla sorprendente complessità degli esseri umani (almeno di alcuni di loro), dopo avere sperimentato forme di scrittura spontanea ed irresponsabile, ha deciso di frequentare alcuni corsi qualificati sul mondo della scrittura, dello story telling e della comunicazione che lo hanno portato a scrivere il suo primo romanzo.

https://www.ilsitodisicilia.it/il-pericolo-di-giocare-con-le-parole-in-cosa-vuoi-sentirmi-dire-romanzo-desordio-di-ivan-ficano/

 

Dalla recensione di Sicilianews24.it

Dalla recensione di Sicilianews24.it

Ivan Ficano fa immergere il lettore in atmosfere noir con il suo primo romanzo “Cosa vuoi sentirmi dire”. 

Giocare con le parole può essere pericoloso, come scherzare con il fuoco. Gigi e Chiara lo scoprono a spese loro, quando ormai il gioco si è spinto troppo in avanti. Quel gioco che ha inventato Gigi, quello di chattare con gli sconosciuti spacciandosi per qualcun altro, rischia di portarlo alla rovina. E Chiara si ritrova ad esserne protagonista, a sua insaputa. Dal conflitto tra il bisogno di emozionarsi e l’esigenza di controllare tutto e tutti, e dalla voglia di sentirsi vivi contro le cervellotiche aberrazioni di una mente perversa, scaturiscono inquietanti interrogativi e colpi di scena. 

Ci si immerge completamente nella lettura attraverso la “penna” di Ivan Ficano. Il suo è un romanzo psicologico dalle tinte noir, edizioni “I buoni cugini editori” (www.ibuonicuginieditori.it), che invita il lettore a mettersi “scomodo”, sempre pronto a cambiare posizione, per poi alla fine lasciarlo spiazzato.

Nato a Palermo, 43 anni, Ficano è ricercatore in una multinazionale nel settore dell’information technology. Padre di due figli, appassionato di musica, “drogato di tennis” come si definisce, è da sempre affascinato dalla sorprendente complessità degli esseri umani (almeno di alcuni di loro). 

“Dopo avere sperimentato forme di scrittura spontanea ed irresponsabile – spiega l’autore – ho deciso di frequentare alcuni corsi qualificati sul mondo della scrittura, dello story telling e della comunicazione. Da settembre 2016 a giugno 2017 ho partecipato a Treossi, un laboratorio itinerante di scrittura e creazione del personaggio in quattro stanze per il teatro e la narrativa a cura di Rosario Palazzolo, durante il quale ho sviluppato l’idea del romanzo”. 

Ivan Ficano con “Cosa vuoi sentirmi dire”, la sinossi: 

Gigi fa uno strano gioco, per divertirsi con i suoi amici: prende il cellulare di Mimmo, o di Andrea, o di chiunque gli capiti a tiro, e manda messaggi a una donna presa a caso dalla lista dei contatti. Inizia a chattare, rubando l’identità dell’amico, e il gioco va avanti. 

Ed è un vero talento, quello di Gigi. Il gioco funziona, gli esiti sono sorprendentemente efficaci, la cosa inizia a diventare interessante. Tanto che gli amici adesso gli chiedono di giocare… e giocare… Fino a quando il giro si allarga e il gioco diventa un secondo lavoro. Gigi adesso chatta per professione, ma nessuno deve saperlo. Neanche Chiara, che Gigi ha conquistato con questo stesso gioco, di cui diventa allo stesso tempo vittima e protagonista inconsapevole. Perché il gioco prende una strana piega, inaspettata. 

Gigi inizia a condurre una vita parallela, fatta di migliaia di messaggi, di frasi, di parole inventate, finte, create appositamente per clienti che in alcuni casi neanche conosce. Ma il giocattolo si può rompere da un momento all’altro. Ed è di quei giocattoli che quando si rompono fanno molto male. 

La domanda è: le parole, anche quando sono vere, fino a che punto lo sono? Cos’è che ci dà la capacità di fidarci di quello che sentiamo, e perfino di quello che diciamo noi stessi? 

Mentre Gigi crede di reggere i fili dei suoi personaggi, in una fusione tra realtà ed immaginazione, Chiara vive la sua vita, da donna, da essere umano. Due esistenze si incrociano, due modi di stare al mondo si scontrano. Da un lato l’esasperata voglia di controllare tutto, dall’altro il bisogno di sentirsi vivi a qualunque costo. È da questo conflitto che scaturiscono colpi di scena e interrogativi inquietanti sulle relazioni umane, e sulla disperata ricerca di una salvezza forse ancora possibile.

https://sicilianews24.it/ivan-ficano-cosa-vuoi-sentirmi-dire-533330.html

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