"Ogni libro possiede un'anima, l'anima di chi lo ha scritto: quando un libro si perde nell'oblìo, noi facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre..." - Carlos Ruiz Zafòn

In questa frase si racchiude uno degli scopi principali de I Buoni Cugini editori, perchè questa casa editrice nasce per l'amore dei libri e degli autori dimenticati, che sono molti. Con la collana "Gli introvabili" continuiamo nel nostro progetto di dar vita a quei libri o scrittori dimenticati per salvarli dall'oblìo, per restituire la dignità e il rispetto dovuto al valore dell'opera e anche al suo autore, donando al lettore il piacere di conoscere quei romanzi o letterati passati dal grande successo all'oscurità dell'abbandono. E questo lo facciamo per noi, per le generazioni future, e per la stessa grandezza degli scrittori, perchè il sudore e la fatica trasudano ancora nei libri dimenticati. Aiutiamoci a salvarli dall'oblìo.

Come editori gradiremmo ricevere le Vostre segnalazioni rivolte a questo scopo: ibuonicugini@libero.it

I Buoni Cugini Editori

 

I Beati Paoli o La famiglia del giustiziato di Benedetto Naselli

I Beati Paoli o La famiglia del giustiziato di Benedetto Naselli

I beati Paoli trovano nell'omonimo capolavoro di Luigi Natoli la sublimazione letteraria in un romanzo di carattere storico popolare che tuttora rappresenta l'eccellenza nel suo genere. Prima del grande narratore palermitano, della setta segreta dei Beati Paoli scrissero storici, letterati e anche poeti. Fra i testi di riferimento per gli studiosi del "fenomeno" vi è I Beati Paoli o la famiglia del giustiziato, dramma in cinque atti dell'avvocato Benedetto Naselli rappresentato per la prima volta la sera del 21 dicembre 1863 a Palermo, nel Real Teatro di Santa Cecilia. L'opera, sempre citata e del tutto introvabile, rivive oggi in questa fedele edizione per la collana "Gli introvabili".

Prezzo di copertina € 13,50 - Pagine 124

Copertina di Niccolò Pizzorno

Pasquale Bruno: romanzo storico siciliano di Alexandre Dumas con saggio storico introduttivo "Storie di banditi" di Luigi Natoli.

Pasquale Bruno: romanzo storico siciliano di Alexandre Dumas con saggio storico introduttivo "Storie di banditi" di Luigi Natoli.

Edizione integrale della Prima versione italiana pubblicata dallo Stabilimento Poligrafico Empedocle - Palermo 1841.

 

"Era un giovine di venticinque o ventisei anni, che sembrava appartenere alla classe del popolo: portava un cappello calabrese legato da una striscia di velluto che ricadeva ondeggiante sulla sua spalla, un abito di velluto con bottoni d’argento, un calzone della stessa roba con ornamenti compagni, stretto alla vita da una di quelle cinture di seta rossa con ricami e frange verdi, che si fabbricano a Messina ad imitazione di simili lavori del levante; finalmente burzacchini e scarpe di pelle erano il compimento dell’abito montanaro, non privo di eleganza, e che parea scelto a bella posta a dar risalto alle belle proporzioni del corpo di colui che lo indossava. Quanto al suo aspetto, era di una beltà selvaggia, i suoi contorni fortemente risentiti, annunciavano l’uomo del mezzogiorno, avea gli occhi arditi e fieri, barba e capelli neri, naso aquilino, e denti bianchi e compatti". - Alexandre Dumas

Saggio storico introduttivo di Luigi Natoli: Storie di Banditi.

Saggio storico introduttivo di Luigi Natoli: Storie di Banditi.

Tratto da un articolo del Giornale di Sicilia del 14 gennaio 1930.

 

C'era una differenza fra i banditi e gli scorridori: questi erano ladroni, che assalivano i viandanti, quelli erano fuori bando per qualche vendetta: questi era raro che avessero un lampo di generosità, quelli erano d'ordinario generosi e cavallereschi, la condizione di perseguitati della giustizia li faceva malfattori: ma il coraggio di cui davano prova, li circondava di poesia. Essi rampollavano per origine degli antichi cavalieri erranti, o dei nobili, che non erano altro che ladroni, o dei condottieri di compagnie di ventura. Una vendetta contro i baroni li faceva banditi: la poesia popolare, fedele specchio dei sentimenti plebei, s'impadroniva di loro e magnificando il loro gesto, sfogava il suo odio contro i baroni.

Il periodo più famoso pel banditismo o brigantaggio fu quello che si svolse fra il secolo XVIII e XIX. Vi sono dei banditi che diedero origine a poemetti, come Saltaleviti, Spirazza, Testalonga: uno diede origine a un romanzo di A. Dumas: Pasquale Bruno. - Luigi Natoli