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Un periodo di Cronaca contemporanea 

I processi Bentivegna e Spinuzza

Il governo borbonico in Sicilia negò sempre di usare la tortura, soprattutto sui prigionieri politici, ma Giovanni Raffaele dal 1850 al 1860, tramite delle corrispondenze alla stampa inglese, ne denunziò l’utilizzo sistematico anche mediante la raffinata costruzione di appositi strumenti come la cuffia del silenzio, la muffola, lo strumento angelico. Le sue corrispondenze, oggi riportate in questo volume, sono uno spaccato dell’obbrobriosa giustizia borbonica e trattano nello specifico anche dei “processi farsa”, con relativa fucilazione del Barone Francesco Bentivegna di Corleone e di Salvatore Spinuzza di Cefalù, oltre alle torture applicate sui patrioti della provincia di Palermo: Giuseppe Maggio, Giuseppe Lo Re, Salvatore Bevilacqua, Vincenzo Sapienza, Santi Cefalù e sua figlia, Salvatore Maranto e Antonio Spinuzza, tutti eroi finiti nell’ingiustificato dimenticatoio della collettività.

 

Raffaele Giovanni: Le torture in Sicilia al tempo dei Borboni

Codice: 9788899102524
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