Fra' Domenico Spatola e la sua prima raccolta di poesie edita "I Buoni Cugini editori"

Fra' Domenico Spatola e la sua prima raccolta di poesie edita "I Buoni Cugini editori"

Domenico Spatola è il frate cappuccino della parrocchia “Santa Maria della Pace” di Palermo.

In città lo conoscono tutti per le sue molteplici attività sia sul campo ecclesiastico che in quello musicale, come docente di Armonia, Analisi musicale, Organo complementare e Canto gregoriano del Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” ma, soprattutto, lo conoscono per la continua attività in favore dei più poveri, ai quali egli dedica da sempre la sua missione sacerdotale (la mensa dei poveri della Missione San Francesco presso i locali del Convento dei Cappuccini di Palermo è infatti una realtà da lui voluta, che garantisce un pasto giornaliero e altri servizi ai bisognosi).

In pochi però conoscono il poeta attento e sensibile che si cela nell’animo di Fra’ Domenico Spatola.

Questa raccolta di versi lo fa conoscere al grande pubblico anche come poeta. Un poeta vero, che loda la vita e la bellezza. Un vero servo dell’Amore.

 

  

Frammenti di idee,

immagini dall’infinito dell’anima,

libertà di vita,

aneliti di speranza

amore per il cuore che,

nella quotidianità,

sognando bellezza,

scopre sempre nuovi germi di felicità

e consapevoli risposte

al senso della vita

donata, anche a fatica

e perciò posseduta in pienezza...

Tali gli ideali dove intingo

la penna della fantasia.

 

Fra' Domenico Spatola

 

Pagine 246 - Brossura

Giovanni Meli: L'Aceddi

Giovanni Meli: L'Aceddi

Tutte le poesie siciliane che Giovanni Meli scrisse sugli uccelli con traduzione in italiano a cura di Francesco Zaffuto. Disegno in copertina di Dafne Zaffuto.

 
L'aquila è la regina ma il piccolo regolo la batte, il gufo si crede un gran cantante, il merlo spesso fa la parte del saggio e le allodole sono un po' sciocchine, il grosso struzzo non può volare e invidia l'aquila ma all'amor proprio non vuole rinunciare.
Sono tanti gli uccelli delle Favole dell'Abate Meli e portano con sè pregi e difetti degli uomini; dal razzismo dei corvi neri all'adulazione del pappagallo, dalla saggia pazienza del tordo alle chiacchiere dannose delle cornacchie; ci sono uomini usignolo che amano l'arte e uomini che preferiscono il raglio dell'asino.
Qui sono raccolta le favole morali dove il Meli parla espressamente di uccelli.
Francesco Zaffuto
 
Prezzo di copertina € 10,00 - Spedizione gratuita.
Per ulteriori informazioni: ibuonicugini@libero.it

 

Il nuovo idenito di Luigi Natoli: I mille e un duelli del bel Torralba

Il nuovo idenito di Luigi Natoli: I mille e un duelli del bel Torralba

I mille e un duelli del bel Torralba – Pag. 460 – Tranne qualche rara eccezione tutti i romanzi di Luigi Natoli furono pubblicati in appendice al Giornale di Sicilia con lo pseudonimo di William Galt. Alcuni di questi ebbero la fortuna di essere stampati in libro grazie all’interessamento di qualche casa editrice, mentre altri rimasero nelle ingiallite pagine dei Giornali abbandonati a un ingrato oblìo. A partire dal 2014 la nostra casa editrice, dopo un complesso lavoro di ricerca e ricostruzione ha pubblicato questi romanzi dimenticati e finalmente capolavori come Alla guerra! – Squarcialupo – Gli ultimi saraceni sono stati restituiti al pubblico, alcuni anche a distanza di cent’anni. I mille e un duelli del bel Torralba è l’ultima di queste opere strappata da noi all’abbandono, ed oggi a novant’anni esatti dalla sua apparizione sul Giornale di Sicilia rivive per la prima volta in un libro, incontrando nuovi lettori, come se si trattasse di un inedito. Un inedito di lusso.

 

Fabrizio è il secondogenito della nobile famiglia dei Torralba. In base alle leggi del tempo, titoli e ricchezze sono tutti del primo figlio maschio. A lui e al fratello minore spetta solo il cavalierato e un misero assegno mensile, troppo poco per chi ha lo smisurato bisogno di affermarsi nella società che conta. Troppo poco per chi ha un temperamento irrequieto e ribelle; per chi ama l’avventura, le donne, la bella vita e per Fabrizio di Torralba tutto questo è sempre poco e tutto converge nella punta della sua lama. Strana vita la sua, che l’obbligava a stare sempre con una spada in pugno. Ma Fabrizio è anche portatore dei nobili valori dell’animo, e accorre di continuo in difesa degli oppressi e indifesi. Tutela il suo onore e quello di chi gli sta accanto, meglio se è di una bella dama.

In questo romanzo del grande narratore siciliano, Fabrizio di Torralba non è l’unico protagonista e divide le scene con la ricchissima Palermo borbonica del primi dell’800, fedele al re e al contempo incubatrice di idee giacobine, sotto l’influenza inglese e la rassegnazione di un popolo affamato.

Prezzo di copertina € 24,00 – Sconto 15% - Spedizione gratuita.

Inauguro la collana "Sbirri & Sbirrazzi" con questo mio romanzo: "Guarda come si uccide".

Inauguro la collana "Sbirri & Sbirrazzi" con questo mio romanzo: "Guarda come si uccide".

Chi di voi non ha mai fatto una prova di coraggio con gli amici d'infanzia?

Sicuramente pochi. In Guarda come si uccide Calogero e Ninni hanno il coraggio di farla, ma all'interno di quella vecchia clinica abbandonata, il solo coraggio non basta!

E Giuseppe Ingrassia detto Pinuzzo, perchè vuole diventare un uomo di cosa nostra a qualunque costo?

Un breve romanzo dal ritmo incalzante, ricco di suspence e colpi di scena che vi berrete tutto di un fiato.

Ivo Tiberio Ginevra.

 

Ritornano dopo 108 anni dalla loro prima pubblicazione a puntate sul Giornale di Sicilia del 26 febbraio 1908...

Ritornano dopo 108 anni dalla loro prima pubblicazione a puntate sul Giornale di Sicilia del 26 febbraio 1908...

Nel 1908 Luigi Natoli pubblicò in 154 puntate sul Giornale di Sicilia I cavalieri della stella o la caduta di Messina. Tutte le successive pubblicazioni del romanzo furono postume e riportano profonde differenze nello stile letterario del suo autore con quella del 1908 che oggi proponiamo fedelmente.

La Sicilia sopportò sempre il dominatore spagnolo con l’animo di rivolta e quasi tutte le città dell’isola si opposero fieramente alle barbarie di quest’oppressore. Anche Messina, dopo Palermo e Trapani, non fu da meno delle altre città, e dal 1672 s’impegnò in una fiera resistenza che per le proporzioni e le ripercussioni che ebbero nella politica europea fu di maggiore importanza delle altre.

Il 7 gennaio del 1679, il viceré conte di Santo Stefano, soppresse la Repubblica di Messina con l’Accademia della Stella, che era una scuola militare di giovani e valenti cavalieri, abolì tutti i privilegi della città, confiscò i suoi beni dichiarandola civilmente morta, fece togliere il capannone, dove si riunivano i cittadini e demolire il Palazzo di città, arando il terreno e cospargendolo di sale affinché non crescesse più nulla.

Così finiva la rivoluzione di Messina che avrebbe potuto conseguire anche l’indipendenza della Sicilia dalla Corona di Spagna e mentre la città dello stretto moriva assassinata, faceva vedere che il colosso spagnolo era con i piedi di creta, segno della sua prossima caduta.

In questi anni di fiera ribellione Luigi Natoli intreccia le vite di personaggi magnifici e immaginari nel rigore di un’attenta ricostruzione storica creando gesta ed eroi che s’imprimono indelebili nella memoria del lettore.